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Tutti i miei fratelli e sorelle si sono sposati e hanno figli

--Barbara--


Età: 36
    
Buongiorno a tutti!

prima di tutto mi scuso tanto per entrare su questo forum e chiedervi un consiglio per cercare di migliorare la mia vita quando, attorno a noi, tante persone soffrono e non hanno nemmeno il tempo di pensare a come migliorare la loro vita visto che devono lottare per sopravvivere, però, mi permetto di disturbare, prima di tutto perché me ne date il consenso e ve ne ringrazio e per seconda perché, magari, attraverso le mie domande, certe persone potranno trovare le loro risposte, io compresa.

Mi chiamo Barbara e ho 36 anni. Le persone che mi incontrano mi definiscono una persona solare, piena di vita e con grande personalità.

Per quello che mi riguarda, amo avere contatto con altre persone. Scambiare opinioni, idee, risate, anche perché, per più di 2 anni della mia vita, questo Ë stato un lusso che non mi Ë stato Concesso. Sono l'ultima di una famiglia di 8 figli. Sono cresciuta in un ambiente psicologico abbastanza tirano, purtroppo per colpa della persona pi˘ importante al mondo nella vita di un essere vivente ( la madre). I miei fratelli e sorelle, più grandi di me, con una differenza di 7 e 8 anni di et‡ e con padre diverso dal mio, mi hanno, per come dire, cresciuta. Mia madre avrà sicuramente subito dei trauma psicologici abbastanza gravi da giovane essendo che si Ë comportata in modo molto strano durante tutta la mia infanzia e quella dei miei fratelli e sorelle. L'atteggiamento di nostra madre Ë sempre stato molto severo e totalitario. Per risultato, io e i miei fratelli e sorelle siamo cresciuti senza padre, nessuno di noi, senza amici, essendo una vietata da nostra madre e senza reale conoscenza del mondo esterno nel quale vivevamo, lavorando giorno e notte senza paga ma, in fondo e malgrado tutto, eravamo felici. Forse perché ci sentivamo protetti, forse perché ci sentivamo diversi? Finché, un giorno scoppio tutta "l'armonia" e, andammo man mano tutti via di casa. Ci perdemmo di vista per un po’, per poi incontrarci di nuovo, dopo diversi anni. I miei fratelli e sorelle erano cambiati. Erano diventato delle specie di mostri pieni di rancore nei confronti di nostra madre dee con unico obbiettivo di far soldi. Per quello che mi riguarda, ho sofferto molto anche della perdita, di quello che, stranamente poteva essere un mio equilibrio. Incontrai, per la prima volta mio padre. Avevo 22 anni. Mia madre mi aveva impedito di conoscerlo, stessa cosa per i miei fratelli e sorelle. Ci accorgiamo che ci assomigliamo molto, dal punto di vista caratterialmente ma, purtroppo non andammo d'accordo. non sapendo dove andare e nemmeno cosa fare nella vita, mi o padre mi permise di vivere con lui per un po’. Soffri moltissimo della mancanza di comunicazione tra di noi. era come se ci fosse stato un muro tra lui e me. In più, egli mi giudicava e criticava moltissimo. Finché, un giorno decisi di andarmene. Trovai un buon lavoro che mi permise di riprendere i studi e un appartamento che condivi con mio ragazzo. Egli mi aiuto moltissimo a crescere, perché mi sentivo un po pera, logotata e bambina a volte ma non rimanemmo assieme. Torno da mio padre che ricomincio a giudicarmi Ë allora me ne andai a fare stagioni per tour operators in paesi lontani e per diversi mesi. Pensai che allontanandomi sarei riuscita a ritrovare me stessa e, devo ammettere che mi fece del bene stare lontana e concentrarmi sul lavoro ma, i dolori erano lÏ, nel cuore. Mi feci male e tornai in Italia. Mia amica si prese cura di me. operazione alla gamba. Poi; ebbi l'opportunità di andare a lavorare in Inghilterra. Dopo un po di anni di sacrificio, diventa manager di un piccolo albergo. Rimasi li, incontro il mio attuale ragazzo, con il quale condivido mia vita da 8 anni e decisi di tornare in Italia, ad occuparmi, con lui, di una struttura alberghiera molto grossa. Mi sono accorta di essere capace di fare qualsiasi cosa, questo lo devo allo spirito di sopravvivenza ma anche alla mia educazione probabilmente. malgrado il fatto che non avevo praticamente nessun titolo di studio. Sono riuscita. In un certo modo, ne sono fiera, in un altro, sento che mi manca qualcosa. Non so più bene dove sto andando. Mi sento come un uccello senza le ali. Un albero senza radici. Ho paura di avere figli perché ho paura di perdere mia libertà rubata anni fa e anche di non essere una brava madre. Tutti i miei fratelli e sorelle si sono sposati e hanno figli ma, non le vedo felici affatto e questo mi fa paura. Mi sento condizionata dalla vita e dai altri. Mio ragazzo Ë un uomo molto buono che amo tanto e che rispetto ma non ne vuole sapere nulla di matrimonio. Ultimamente, vedendo che potrei volere dei figli, prima che sia troppo tardi per me, si impegna a dirmi che se lo desidero davvero; non gli crea problemi farmene uno. Ma io non sono più  sicura oramai. Sono scombussolata completamente e non riesco più a capire più nulla. Da una parte gli anni che passano, dall'altra, gli amici e famiglia che mi chiedono come mai non mi sposo e divento madre e per concludere, mia madre con la malattia di parkinson e che devo andare a trovare spesso perché mi supplica di farlo ed essendo che mi coscienza me lo impone, questo mi condiziona moltissimo. Aiuto vi prego.

Ho anche tanta voglia di poter essere utile a persone bisognose e mi sentirei un egoista di avere mio proprio figlio quando ce ne sono così tanti che avrebbero bisogno di aiuto.

Mio fratello ha lasciato sua moglie per un'altra donna molto dominante e vedo mie nipote soffrire di ciò. Che devo fare?     





>Gentile Barbara,

non si deve scusare per aver posto una domanda ed avere raccontato la sua storia, questo servizio è nato proprio per questo.

Senza dubbio lei ha avuto un carattere molto forte per riuscire a superare le avversità della sua storia famigliare. Da quello che scrive sembra che, nel profondo, ci sia riuscita meglio dei suoi fratelli. È riuscita dunque, almeno in parte, ad andare oltre i condizionamenti derivanti da queste vicende, a crearsi dei propri spazi di emancipazione, anche se ora sente nuovamente una certa pressione in merito all’avere o meno un figlio. A quanto pare il suo uomo non condivide il medesimo desiderio in merito. È una questione da chiarire innanzitutto fra di voi, all’interno della coppia, senza dare troppo peso alle influenze/condizionamenti degli amici o dei famigliari. Sicuramente un supporto terapeutico potrebbe esservi utile a chiarire i vostri progetti di coppia e di vita insieme. Infine, non si senta in colpa, o egoista, nel desiderare un figlio tutto suo; è un desiderio più che legittimo.

Ci scriva ancora se vuole, cercando di non consumare troppo tempo nei dubbi e nell’indecisione ma valutando tutte le possibilità di supporto alle quali si può rivolgere.

Un cordiale saluto,

Dott. Giovanni Castaldi


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Dott. Giovanni Castaldi

Piazza Oberdan 2, 20129 Milano, (Porta Venezia M1). 
Telefono fisso: (+39) 02 295 314 68
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