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Dal momento in cui mi è stata accettata la domanda di trasferimento, che avevo inserito io, ho cominciato a vivere tensioni e stati d'ansia

--Roberto--

Salve,
ho 34 anni e a breve saranno 35...lavoro in un'azienda in Sicilia e da poche settimane è stata accettata la mia domanda di trasferimento nella mia città d'origine, Roma, dove vive la mia ragazza. Il trasferimento è stato dettato dal fatto di avvicinarmi alla mia ragazza con cui abbiamo progetti concreti di vita insieme. Dal momento in cui mi è stata accettata la domanda di trasferimento, che avevo inserito io, ho cominciato a vivere tensioni e stati d'ansia e di malessere generale. Qui in sardegna ormai vivo da 3 anni e sono riuscito a creare un ottimo equilibrio: amici, ritmi tranquilli, serenità generale. La mia paura è di non riuscire a sopportare i ritmi frenetici della città, la paura ad iniziare un nuovo percorso sentimentale...con la mia ragazza ci conosciamo da molti anni e stiamo insieme da 1 anno. Forse speravo che la domanda di trasferimento fosse accettata con tempi più lunghi e invece mi ha preso contropiede. La mia paura è di lasciare uno stato di cose ottimale per una nuova realtà a cui temo non sarei in grado di abituarmi... ho tanta paura e spesso questo stato si riversa pure nel rapporto con la mia ragazza...a volte perdo l'entusiasmo in tutto quello che faccio. Mi chiedo se ho fatto la scelta giusta...e come potrei trovare la forza di ricominciare questa nuova vita...
Grazie.



>Gentile Roberto,
probabilmente deve fare un po’ di chiarezza sui suoi desideri, per evitare di compiere azioni (come inserire la domanda di trasferimento) che vanno in una certa direzione quando magari lei desidera altro. E’ altrettanto possibile che lei desideri veramente avvicinarsi alla sua ragazza e la sua, come dice, sia una paura del cambiamento. E’ lei a dire che sta per lasciare uno stato di cose “ottimale” e probabilmente percepisce che le cose potrebbero solo andare peggio. Ma non è assolutamente detto che sia così.
Continui a scriverci se vuole, saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Ma io se non posso avere il mio amore preferisco nn lasciarlo xche so che mi ama e mi vuole bene

--Alice--

ciao sono alice ho 34 anni e sto da 18 anni con un ragazzo, lui ha 40 anni. fra di noi le cose sono sempre state difficili, caratteri diversi, noia, e assenza di attrazione fisica , ma solo da parte mia.cinque ANNI FA' HO CONOSCIUTO UN UOMO TRAMITE IL LAVORO CIOE' IL MIO CAPO E DOPO 2 anni di piccoli corteggiamenti abbiamo iniziato una sorta di relazione, lui sposato cmq. le cose sono andate avanti ma con molte difficolta' da parte sua, all'inizio era piu' presente ci vedevamo in negozio , era carino mi chiamava, ma poi era ogni giorno piu' assenta, ci vedevamo molto poco e nn si e' voluto mai incontrare fuori con me sempre in negozio. ancora oggi questa cosa continua ma e' peggiorata ulteriormente perche' lui ha cambiato lavoro e nn ci vediamo quasi mai e mi chiama al massimo 1 volta a settimana, mi dice che ha sempre tanti impegni e quando io mi arrabbio mi dice che vorrebbe ma nn puo' ma che allo stesso tempo mi vuole bene e nn vuole xdermi.... so che nn mi ama xche' nn me lo ha mai detto e xche' altrimenti nn si sarebbe comportato cosi', ma allo stesso tempo nn vuole xdermi. In tutti questi anni nn siamo mai stati insieme una notte intera, me lo propone e poi quando si avvicina il giorno si tira indietro, io nn lo capisco.... Io lo amo da 5 anni nn faccio che pensare a lui consapevole che nn lo avro' mai xche' probabilmente nn mi vuole davvero... nn so come uscirne ho provato tante volte ma sto malissimo e cedo a lui....intanto la mia storia ufficiale va avanti senza progetti e senza nessun entusiasmo, so di fare male a lui ma io se nn posso avere il mio amore preferisco nn lasciarlo xche so che mi ama e mi vuole bene e sara' sicuramente il miglior padre dei miei figli. nn so come uscire da questa situazione mi rende la vita davvero pesante, passano i giorni con la speranza che mi chiami e che ci vediamo ma mi delude ogni volta. Mi chiedo xche' se nn mi vuoi mi cerchi????? cosa vuoi da me???? potrebbe approfittarsi di me ma nn fa nemmeno quello, e nn e' una questione fisica xche' che fra di noi ci sia passione e' palese quando ci vediamo e' bellissimo lui e' davvero preso fisicamente da me..... Che faccio?????


>Gentile signora,
io mi interrogherei piuttosto sulla sua relazione “ufficiale”, che sembra lei stia portando avanti per una sorta di automatismo e di convenienza.
E’ molto probabile che la sua insoddisfazione derivi principalmente da questo e non dalle ritrosie dell’altro uomo. Credo che per “uscire da questa situazione” debba innanzitutto identificare da quale delle due situazioni. Lei prova attrazione per un uomo ma afferma in maniera sbrigativa che porta avanti una relazione insoddisfacente da 18 anni, la qual cosa mi sembra avere una tale rilevanza da non poter passare inosservata.
Saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

La mia compagna pensa che io sia geloso di suo figlio che ha 12 anni

--Fabrizio--

la mia compagna pensa che io sia geloso di suo figlio che ha 12 anni,ma invece io gli voglio bene come se fosse mio figlio e pensa che io sia poco dolce con lui,ma gli voglio veramente tanto tanto bene...Come posso farle capire che sta sbagliando?Come devo comportarmi con suo figlio?grazie,fabrizio.


>Gentile Fabrizio,
certamente non posso consigliarle dei comportamenti specifici da tenere con il bambino, siccome non conoscendo nei dettagli la sua situazione finirei unicamente per darle dei consigli generici sulle “buone maniere”. Piuttosto mi verrebbe da chiederle:
è possibile che lei contemporaneamente voglia bene al bambino e sia geloso?
E’ possibile che gli voglia veramente tanto bene ma sia contemporaneamente poco dolce con lui?
Sono solo degli spunti,

Saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Mia moglie è ossessionata dalla casa e l'ordine tanto da privarci della liberta

--Angelo--

Salve dottore le rivolgo la seguente domanda per ricevere un prezioso aiuto che possa indirizzarmi
sul da fare, il problema è nei confronti di mia moglie il ms. nucleo familiare è composto di 4 persone tra noi due non ci sono grandi problemi lei
a 46 anni io 51 i miei figli ragazzo 22 e la ragazza
di 17, ma viviamo ormai una situazione insostenibile
in quanto mia moglie è ossessionata dalla casa e l'ordine tanto da privarci della liberta che un nucleo familiare vive quotidianamente in casa,riduce
gli spazi di autonomia ai miei figli nelle loro camere drammi se portano in casa un amico previo giorni di preavviso, si acutizza se deve partire
sapendo che il ragazzo resta da solo in casa vivendo una situazione interiore stressante che si ripercuote anche a noi, di rado invita parenti o amici specie se con bambini piccoli, potrei farle un elenco che non finisce ma ora sono al punto di rottura tanto che litighiamo perche difendo i ns. figli da questa sua ossessiva e frustrazione e vorrei poterla aiutare prima di prendere delle drastiche misure rivogendomi ad un legale, la ringrazio per il tempo concesso
cordiali saluti

ANGELO


>Gentile Angelo,
come forse può immaginare, più che rivolgersi ad un legale è importante che sua moglie sia seguita da un professionista, psicologo o psicoterapeuta, che sia in grado inizialmente di inquadrare il problema per poi identificare il percorso giusto per affrontarlo. Ci saranno dei motivi se sua moglie ha sviluppato queste forme ossessive, bisogna capire cosa ha portato la signora ha manifestare determinati comportamenti.
Cercate per quanto possibile di affrontare il problema insieme, prima di prendere quelle che lei definisce delle misure “drastiche”.
Saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Io credo abbia bisogno di aiuto per superare il problema della separazione ma la mia ex moglie non vuole saperne

--Luigi--

chiedo aiuto per un problema con mio figlio di 12 anni .sono separato da mia moglie da circa un anno e il nostro ragazzo sta peggiorando l'andamento a scuola, non si impegna nello studio e nasconde i voti ..sembra non gliene importi nulla della scuola e più la madre vorrebbe risulati positivi più lui si disinteressa .abbiamo provato a togliergli lo sport ( gioca a calcio) ma non cambia nulla.io credo abbia bisogno di aiuto per superare il problema della separazione ma la mia ex moglie non vuole saperne .vi ringrazio
 


>Gent Sig. Luigi cerchi di comprendere un pochino di più ciò che sta accadendo a suo figlio. Certamente la separazione con sua moglie ha scompigliato degli equilibri familiari per cui il ragazzo potrebbe averne risentito, anzi sicuramente ne ha risentito, ma bisogna valutarne la portata. Parli molto con suo figlio, cerchi di spiegare il più possibile i motivi della rottura con sua moglie, non sto dicendo che deve raccontargli l'intimità della sua relazione matrimoniale ma fargli presente che per quanto ci sia stata una separazione lei è sempre presente per lui e che non si è separato da lui. Tanto lei quanto sua moglie dovete essere molto vicini a vostro figlio cercando di compensare la vostra rottura che è stata tra marito e moglie e non di padre e madre nei suoi confronti. Se il disagio comportamentale di suo figlio dovesse perdurare è il caso di portarlo a fare un paio di colloqui in qualche consultorio psicologico pubblico o privato. Potrebbero esserci degli incontri individuali con lui e separatamente con voi in quanto coppia genitoriale. Potete portarlo anche da noi a Milano nel nostro Centro. I numeri di telefono del Centro sono 0229531468 e 3485849549. Buone cose per lei.  

Dott. Giovanni Castaldi

Mi capita di farmi un bel po' di domande su come sia fatta una determinata cosa

--Anonimo--

Salve,

Probabilmente il mio non è un vero e proprio disturbo psichico, ma ogni volta che mi succede questa cosa il mio cevello si 'surriscalda' e in mè sento una leggera pazzia:
A volte, quando sono da solo e mi metto a fantasticare e a riflettere, mi capita di farmi un bel po' di domande su come sia fatta una determinata cosa, anche di un oggetto che vedo per caso. Ecco, e non passa molto tempo che comincio già ad aumentare il 'peso' delle domande, mi spiego meglio, facendo anche un esempio più pratico:
Perchè sto indossando questa felpa? Voglio apparire pìù bello? e si proesgue con..: Cos'è la bellezza paragonata alla vita? Perchè ci sprechiamo ad abbellirci, ad arricchirci, a diventare più adorati?

Partendo dal presupposto che sono ateo, le risposte come "è Dio che ci ha fatti così" per me non esistono, sono molto per la logica, dunque la definizione di 'essere umano' per me non è "Creazione di dio" ma semplicemente "animale"

E come ogni animale viviamo.Ma perchè sprecare anni della nostra vita a far pratica per una cosa? Studiare per lavorare, quindi per arricchirci.Studiare uno strumento musicale, materie scolastiche, lingue, mestieri.

È come se l'uomo facesse a gara a "chi si impegna di più" e volesse ricevere un premio.
È vero che nella nostra società i soldi agevolano molto la vita...Ma anche per questo potrei farmi mille domande..

E pensare che sono partito dalla domanda della felpa, anzi, da come sia fatta una cosa..

Se a questa "domanda" mi risponderà un vero psicologo, mi capirà se dirò che più mi faccio queste domande, più rimango senza risposte, più sembra futile, inutile vivere..

Io non sono mai caduto in depressione e mai mi succederà, queste sensazioni durano pochi minuti, ma son sempre sensazioni che mi pesano molto, anche per quel poco tempo che durano..

Sono una delle persone più vivaci, divertenti, solari, spiritose tra tutta la gente che conosco, e anche intelligente (Modestie a parte, non mi sto vantando, sto solo cercando di spiegare quanto è in contrasto ciò che mi accade con il mio stile di vita!)

In breve: Com'è classificabile questa cosa? È una piccolissima forma di pazzia o solo una grande forma di curiosità?

Spero di essere stato abbastanza chiaro, e poco noioso!

Cordiali saluti, e grazie per aver letto questo romanzo!

 

>Buongiorno, lei chiede che "un vero psicologo" l'aiuti a classificare la sua "cosa". Ovvero proprio lei richiede una categoria per classificare questo suo modo di pensare che si diletta nel saltare da una categoria all'altra. Dice di essere per la logica e di essere ateo, ma le sue sono domande principalmente metafisiche.
Fossi in lei non mi preoccuperei molto di questo suo pensare, anzi. L'unica osservazione che si potrebbe fare risiede nel chiedersi se questo suo analizzare meticolosamente il perché delle cose, a partire dagli oggetti, non possa essere una forma lievemente ossessiva per evitare di pensare a qualcos'altro. Ma potrebbe tranquillamente non essere il suo caso.
Comunque penso, da quel che si può evincere dalle sue righe, che la sua sia una spiccata forma di curiosità e di piacere per l'intellettualizzazione. Ci scriva ancora se vuole, saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Credo d'avere diversi problemi e spero mi conducano presto ad una risposta e soluzione

--Maura--

Salve, scrivo in quanto credo d'avere diversi problemi e spero mi conducano presto ad una risposta e soluzione. ho sofferto di depressione anni fà (avevo 15 anni) e da allora sembro ricadere frequentemente in questo limbo.. ho provato la psicanalisi ma non ha dato risultati e l'analista , poco ortodosso, si rifiuta di andare avanti nel lavoro , a quanto pare per colpa mia. la cosa si fà più preoccupante però . mi sento bene solo la mattina ,se riesco ad alzarmi all'ora giusta . sembro avere molto tempo davanti a me e a ben organizzarmi la giornata. se qualcosa và storto (la notte non riposo bene e quindi ho bisogno di mezz'ora in più la mattina ) mi assale una forte angoscia che mi dice " hai perso troppo tempo e non riuscirai a fare tutto , al momento studio per un esame e se qualche imprevisto anche di scarsa entità mi taglia la strada ,non riesco più a fare niente , vengo semplicemente mangiata viva dall'ansia e non solo non riesco a studiare , non riesco ad allenarmi fare nient'altro . butto la giornata al computer , questo mi pesa molto.
ho anche ,a periodi ,dei disturbi alimentari, quali bulimia. sono spesso condizionata anche "dal giorno della settimana" se oggi è venerdì e nn sono soddisfatta del lavoro settimanale butto tutto all'aria aspettando lunedì. ormai non esco neanche più di casa, non mi và di frequentare nessuno e non ho stimoli sessuali, quando mi trovo in compagnia sono troppo attenta ai comportamenti altrui per stare a mio agio. cos'è tutto questo? sono così nervosa poi... sempre più irritata e irritabile . non voglio più vedere neanche la persona che amo.



>Gentile Maura,
è curioso notare che lei scrive di sperare che siano i suoi problemi a condurla a una soluzione. Potrebbe essere proprio una loro funzione?
Inoltre lei afferma di attribuirsi la colpa per l'insuccesso del suo percorso di analisi, è andata proprio così?
E' importante che lei continui il suo percorso psicoterapeutico e se ritiene che ci sia un'evidente incompatibilità fra lei e il suo terapeuta provi a rivolgersi ad un'altra persona. E' altrettanto importante, tuttavia, che un eventuale cambiamento di terapeuta non abbia unicamente lo scopo di spostare la sua domanda e dunque rimandare ulteriormente l'affronto di determinate tematiche, costituendosi dunque come un comportamento di resistenza.


Ci scriva ancora se vuole, saluti,


Dott. Giovanni Castaldi

A soli due esami dal termine è cresciuta in me in maniera esorbitante la paura di non farcela

--Paolo--

salve a tutti,
sono uno studente universitario vicino al termine del mio percorso di studi. Ho sempre affrontato la mia cariera universitaria con una relativa tranquillità e serenita pur essendo di mio una persona piuttosto ansiosa...e sono riuscito ad arrivare sino a questo punto anche con un ottima media voti. Da un po di mesi a questa parte però le cose sono un po cambiate e vivo i miei studi in modo completamente diverso....ansia paure preoccupazioni, frustrazione legata al fatto che sono fuori corso...tutti questi mesi hanno reso i miei ultimi esami un vero e proprio incubo, sino al punto che adesso, che sono a soli due esami dal termine è cresciuta in me in maniera esorbitante la paura di non farcela. Non riesco a concentrarmi, ne a studiare, vivo continuamente con l'ansia e la paura...a ciò si aggiunge lo stress,e anche difficoltà a dormire serenamente la notte. Non riesco a capire il motivo di tutto questo. Vedo questi ultimi esami come qualcosa di insormontabile...al punto da non trovare neppure la forza di aprire i libri. Obiettivamente non sono esami facilissimi ma ne ho affrontati e superati di altrettanto complessi e non riesco proprio a comprendere il motivo per cui ora stia reagendo cosi. Tutto ciò che so è che sento dentro me una immensa paura di non farcela unita a un senso di impotenza sia verso gli ultimi esami che verso il futuro mondo del lavoro che altrettanto mi spaventa. Vi chiedo cortesemente un aiuto perchè non mi riconosco piu. Grazie.

 

>Gentile Paolo,
è molto probabile che lei stia reagendo in questo modo proprio perché "non vuole terminare" gli studi. Può darsi che questo atteggiamento lo abbia avuto anche in precedenza ed abbia contribuito al suo essere fuori corso. Finire gli studi ed entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro (o alla sua ricerca) è un grande cambiamento e forse lei "preferisce" rimanere in qualcosa che già conosce, percependo la novità del futuro come qualcosa di ingestibile. Sono solo spunti, da prendere per quello che sono, siccome non conosco direttamente la sua persona. Provi a rifletterci e continui a scriverci se vuole, o ci telefoni pure,


saluti,


Dott. Giovanni Castaldi

Non riesco a parlare con le persone mi blocco

--Alejandro--

Volevo spiegarle un mio problema non riesco a parlare con le persone mi blocco avvolte ho paura di sbagliare. Ci sono giornate un cui mi sento carico pieno di energia e riesco a fare di tutto ma però capita spesso che mi spengo non mi riconosco più Io provo ad adatarmi con le persone ma non ci riesco mi sento come se non facessi parte di questo mondo come se dovrei stare in un posto diverso alcune persone mi trattano come un mostro non riesco a fare niente aiutatemi perfavore.

>Caro Alejandro,
dalla tua domanda non si capisce la tua età, ma il mio consiglio e di provare a parlare di queste tue sensazioni con uno psicologo o comunque con qualcuno che ti possa ascoltare ed aiutare. L'importante è che tu non rimanga chiuso in te stesso fino a pensare di non fare parte di questo mondo. Parlane con qualcuno ed approfondisci la situazione, fai qualcosa che sia nella direzione di un prenderti cura di te, vedrai che ti aiuterà a stare meglio. Saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Vuole fare parte della nostra coppia a tutti i costi

--Sara--

Buon giorno.

Il mio problema è avere una suocera gelosa,impicciona,che vuole fare parte della nostra coppia a tutti i costi.
All’inizio sono partita con i migliori presupposti…io sono una persona aperta e cosi’ è iniziata anche la confidenza….pero’ lei si è allargata…tanto da aprire la porta della camera del mio attuale marito e entrare nel nostro letto.questo è avvenuto anche con me da sola, mentre il mio all'epoca fidanzato era a fare la doccia.
questo quando eravamo fidanzati…poi il mio attuale marito le ha detto di non fare+queste cose e l’ha smessa.
Tanti sono i fatti di questo genere successi….suo figlio mi abbracciava e anche lei arrivava.Anche se ero nel letto da sola lei venive con me sotto le coperte…e io ho bloccato mediante lui queste azioni.Alla fine ho iniziato a mettere paletti distanza e poca confidenza.dopo2anni di fidanzamento mi sono sposata(ora da 5 mesi)
Sappiamoi bene che non ècontenta,ma ha paura di perdere il figlio(l’unico,ed è vedova..)e ci critica ma noi continuiamo sulla nostra strada.
Non le dico le scenate di gelosia quando non le andava bene l’orario in cui eravamo arrivati etc….la sua invadenza per il mutuo, la casa….insomma sembrava si sposasse lei e stesse comprando casa lei.
Poi con il tempo l’abbiamo smontata. per fortuna anche mio marito vede le cose ed è abbastanza d’accordo con me.

dico abbastanza perchè secondo me c’è sempre quella piccola percentuale di sentimento materno che non ti fanno vedere dove arriverebbero.
Io l’ho visto..lei appena puo’ si mette in mezzo,non bisogna darle modo.
La mia preoccupazione è che un giorno che avremo un figlio ci saranno da mettere altri paletti….lei è la classica persona che si farebbe chiamare mamma. é vero che un figlio non puo’ attaccarsi +ad una nonna?è vero che comunque in linea generale i figli si affezionano di piu’ alla parte materna?questo lo dico sentendo le esperienze degli altri.e se è vero perchè?cmq io credo che la madre resti sempre tale,ma sop ke lei provera’ in ogni modo a mettersi in mezzo e a fare economicamente +dei miei…in quanto è attaccata ai soldi,ma nello stesso tempo sono l’unica arma. a noi ha gia’ rinfacciato i soldi che ci ha dato perchè io vado poco a trovarla……ho detto tutto. è1donna manipolatrice e gelosa….vuole fare la furbetta….ma io continuo educata e distante e inoltre poca confidenza. Inoltre non mi trovo proprio con lei…è una donna cafona con una vecchia mentalita’.anche se ha 56 anni.Faccio bene ad agire cosi’?Io mi sento di fare cosi’…altrimenti mi organizza la vita.Manda tramite mio marito un sacco di cose(detersivi,stracci,genere alimentari)e io faccio finta di nulla.è bene essere indifferente?non la considero una persona buona,ma credo pero’ che sia disturbata psicologicamente e se fosse mia madre la farei aiutare.I suoi gesti sono stati forti e di’sitinto ho messo barriere.Ormai non la sopporto prorio,ma devo vivere la mia vita senza questo pensiero altrimenti rischio di rovinare la mia nuova famiglia.
da quando siamo sposati cmq ha cercato sempre di controllare i nostri movimenti,di telefonare sempre al figlio e di volersi impicciare sempre.
una sera è venuta a casa nosta con i miei, a un cero punto ha chiamato mio mamito x farlo sedere sul divano e stringerselo a braccetto.
mio marito si è subito alzato!
se ci invita a casa sua dice "venite a casa nostra"....Di mio marito dice "il mio bambino"ecc ecc...faccio fatica xkè questa donna c'è ed è sua madre.
io vado avanti con poca confidenza e distacco.
mio marito le ha fatto presente ke nn deve basare la sua vita su di lui.
a me spiace xkè è vedova, ma nn posso rovinarmi io la vita e questo terzetto non mi piace.
é una donna dalle mille stranezze...fa cose patologiche....conta i giorni in cui non lo vede, si comporta da fidanzata7amante.
oltre che problemi con la classica suocera qui secondo me siamo nel patologico.Quando siamo in 3 io patisco molto, nn mi sento serena...nn mi sento coppia.Mio marito non è un mammone, le vuole bene ci mankerebbe, pero' dice sempre ke nn rinuncera' a me x nulla al modo.
per me è dura....inoltre non la reggo prorio.
Vorrei solo fare la mia vita con lui e costruire la nostra famiglia come desideriamo.
non voglio escluderla, ma la famiglia è nostra.
Mi dia dei consigli,la ringrazio davvero!


>Cara signora,
capisco la situazione disagevole creata dalla presenza costante di sua suocera e dai suoi comportamenti intromissivi. Molto probabilmente sua suocera si sente sola e si sostiene attraverso una forma di attaccamento "morboso" nei confronti di suo figlio.
Da come lei dice sembra che suo marito riesca comunque a mantenere una certa forma di sana distanza, pertanto il problema sembra più che altro l'intromissione esagerata nella vostra vita da parte della signora. Queste sono situazioni complesse ed è molto difficile dare un consiglio specifico.
Provate prima a parlare molto chiaramente con lei di questo problema, non è detto che sua suocera non possa essere in grado di comprendere i vostri bisogni di indipendenza. Provate a costruire una soluzione insieme. Imporre delle "regole" esplicite potrebbe essere un secondo passo, se il dialogo sarà servito a poco, facendo però molta attenzione alla sensibilità di sua suocera e alla sua vulnerabilità. Se pensate di avere bisogno di un aiuto per affrontare la situazione, provate a rivolgervi a uno psicologo che potrà fornirvi sostegno e uno sguardo esterno alla situazione. Cordiali saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Sono stato da un neurologo e poi da uno psicologo asl ho una fissazione su mia mamma

--Alfonso--

sono stato daun neurologo e poi da psicologo asl ho una fissazione su mia mamma ma perche odio la sua famighia fin a un paio di mesi fa vedevo e forse anche ora vedo cose in casa e penso che voghia farmi ma ora ho perso non mi nascondo piu non ho piu un mio spazzio ho cercato di toghiere uno scudo ma mi sa e come se non so chi sono io non mi conosco potrei riprendere il sacco e rifare cit bocs palestra ma dovrei rintegrare con la soceta vorrei ristare con una ragazza che ci ho provato ma mi sono consumato forse voghio essere qul che non sono ma il fatto e che non riesco ad avere un lavoro e non avendo soldi e difficile forse sono inceppato esaurito e poi scoppiato

 
>Gentile Alfonso,
dal modo in cui scrive sembra che lei sia piuttosto confuso. Continui a frequentare lo psicologo del servizio sanitario nazionale, in modo da poter piano a piano cominciare ad affrontare le cose con più calma e vedrà che sarà possibile districarsi dalla confusione che la assale.
 
Saluti,
Dott. Giovanni Castaldi

Si è iscritto praticamente ad ogni sito di incontri

--Anna--

credevo di aver costruito un rapporto basato sulla correttezza ed il rispetto,invece scopro che il mio compagno ha l'abitudine di inviare messaggi sui social network a ragazze sconosciute e che si é iscritto praticamente ad ogni sito di incontri. lui si giustifica dicendo che era solo un gioco e che non ha mai parlato con nessuna,insomma che era tutto finto,non importante. io non riesco a farmene una ragione,vorrei capire perche'. Lui sapeva quanto disprezzo la falsità ed il tradimento in tutte le sue forme,come puo' dichiararsi innamorato e dire che dopo di me non ci sarà nessuna se "durante" me contattava altre?Non sono una bigotta,accettavo un uso moderato della pornografia senza drammi e recriminazioni,ma questa cosa non riesco a digerirla anche se sono passati mesi. la mia autostima é a picco. Puo' un uomo che si dichiara innamorato agire nell'ombra per anni?

 
>Gentile Anna,
penso che la cosa migliore sia che lei instauri un sincero dialogo con il suo compagno, al fine di capire cosa lo ha spinto a ritagliarsi quegli spazi di seduzione al di fuori del vostro rapporto. Non è detto che l’agire del suo compagno sia un tradimento nei termini in cui magari lo intende lei, anche perché internet permette forme di relazione che possono essere collocate dall’individuo in un’ottica di pura finzione. Cercate magari di trarre nuovi spunti per il vostro rapporto a partire da questa esperienza. Saluti,
 
Dott. Giovanni Castaldi

Mi sono innamorato di mia cognata

--Renzo--

mi sono innamorato di mia cognata la moglie di mio fratello.Circa sette anni fa' abbiamo avuto una relazione di breve durata.Ora vorrei riuscire a dimenticarla ma non ci riesco e sto' male . E sono anche geloso di lei . Come posso fare?
 

>Gentile sig. Renzo,
non è semplice rispondere alla sua domanda. Se si aspetta semplicemente un suggerimento su come comportarsi, purtroppo non mi è possibile darglielo. Il fatto che abbia deciso di chiedere il parere di uno specialista, mi fa ipotizzare che, comprensibilmente, lei sia in grande difficoltà ed esperisca un alto grado di malessere. E' evidente che lei stia vivendo un forte conflitto, diviso tra i sentimenti che prova per questa donna e i sensi di colpa che la portano a dire che dovrebbe dimenticarla. La sua richiesta di aiuto andrebbe approfondita raccogliendo meglio la sua storia. Le consiglio quindi di rivolgersi ad uno specialista che possa aiutarla a comprendere meglio le cause del suo malessere e soprattutto come farvi fronte.
Cordialmente,
 
Dr.ssa Caterina Belvedere

Attualmente ciò che mi mette molta ansia è il pensare di avere un malanno psichico

--Christine--

Salve.
Recentemente ho avuto un forte cambiamento positivo- un sogno che si sta realizzando-, ma dal momento in cui ciò ha iniziato ad avvenire, ho avuto un esaurimento nervoso molto forte. Dopo qualche mese é passato, anche perché sto andando a fondo del problema. Ora persistono alcuni sintomi che ho sempre avuto in misura minore: non riuscire a concentrarmi, preoccuparmi un pò di tutto quello che vivo, non sentirmi all'altezza della situazione e dirmi che non la sto vivendo nel modo giusto, paura e ansia quando penso "potrei avere una forma di malattia psichica", auto accusa per molte cose,vergogna, angoscia verso il passato, paura di guardare le cose in faccia, di commettere errori...tutte queste paure non sono palesate, ma le vivo in una forma di pensieri ansiosi. Attualmente ciò che mi mette molta ansia é il pensare di avere un malanno psichico e aver paura che non me lo stiano scoprendo in psicoterapia,non so, é folle, perché in realtà io sono una che non ha paura delle malattie, quasi come se mi sentissi macchiata da un'eventuale "malattia.... e una sensazione di inadeguatezza emptiva, del tipo..." e se in quella occasione non provassi delle emozioni?...non sarei all'altezza...non starei vivendo bene..."

Io sento che alla base di tutto ciò c'é un grande perfezionismo, dato che nell'infanzia ho dovuto sempre contenere le manifestazioni d'affetto e le emozioni, oltre che ero una bambina molto presa in giro e ambiziosa. Secondo lei é possibile?

Grazie

 

>Gentile Christine,
certo che è possibile,  ed è molto probabile che lei stia percorrendo la strada giusta per andare appunto “a fondo” nel problema. E’ significativo il fatto che lei abbia iniziato a stare male dopo avere avuto un forte cambiamento positivo, quasi fosse una paura di vincere.
Il pensiero che lei cita come il “potrei avere una forma di malattia psichica”, potrebbe essere una forma di resistenza ancorata al desiderio inconscio che “le cose non si possano cambiare” (perché organiche, perché costitutive, ecc.). Questo è solo uno spunto.
Continui la sua psicoterapia, che a quanto pare la sta aiutando ad inquadrare il problema per poi attraversarlo.
 
Saluti,
Dott. Giovanni Castaldi

Costruisce le basi di fantomatici tradimenti da parte mia sul nulla

--anonimo--

Gentili dottori,

vi contatto perchè sono seriamente preoccupato per la mia fidanzata. Penso che sia affetta da una forma di gelosia ossessiva. Costruisce le basi di fantomatici tradimenti da parte mia sul nulla, su sue costruzioni mentali. Se un'amica mi scrive solo per sapere come sto dà di matto, cominciando a vaneggiare sul fatto che io probabilmente quella persona la contatto di frequente. Inoltre se le presento qualche persona di sesso opposto ha un'atteggiamento scontroso che mi mette in imbarazzo. Lei è consapevole di avere questi problemi, ma dice di non riuscire a controllarsi anche se sa che di me può fidarsi.
C'è da dire anche che ha avuto un'infanzia difficile a causa del fatto di non aver mai conosciuto il padre natural. Inoltre l'uomo che avrebbe dovuto prendernde il posto è stato violento e prepotente verso di lei e la madre.
Ancora oggi vivono sotto lo stesso tetto e questo causa non pochi problemi.
Come posso fare a convincerla a sentire uno specialista e che percorso dovrebbe seguire se necessario?



>Buongiorno,
ha provato a suggerirle di fare qualche colloquio con uno psicologo? Cosa ne pensa la ragazza?
Le consiglio di leggere questo breve articolo, magari può aiutarla a far capire alla sua ragazza cosa significhi andare a parlare con uno psicoterapeuta.
 
Saluti,
Dott. Giovanni Castaldi

Il mio problema credo ormai consista nell'incomprensione che c'è tra il mondo che mi circonda e me

--Giorgio--

Buonasera sono un ragazzo di 18 anni, il mio problema credo ormai consista nell'incomprensione che c'è tra il mondo che mi circonda e me, mi spiego meglio, mi trovo in una società culturale, riferita a questa fascia d'età, in cui l'idiozia sta alla base di tutto e nonostante io sia un tipo che cerca costantemente di analizzare e studiare il comportamento di ogni singola persona, ciò mi porta a non trovare un'altra persona, indistintamente dal sesso, che sia "compatibile" con me. Come ben sà gli amici o comunque l'affetto che possono dare i coetanei é molto importante per uno della mia età, e l'assenza vera e propria di un amico vero non mi ha permesso di passare quegli ostacoli nella vita che a quest'età bisogna passare; mi sono ritrovato spesse e spesse volte in situazioni di assoluta depressione arrivandomi ad isolare completamente, le parlo come se fossi un figlio, c'è una soluzione a tutto questo?

 
>Gentile Giorgio,
le tue osservazioni sul mondo che ti circonda è innegabile che abbiano un fondo di verità; nonostante tutto, è vero che la società conserva una notevole eterogeneità, per cui risulterebbe forse più interessante indagare cosa una persona dovrebbe “avere”, secondo te (e secondo il tuo “analizzare e studiare il comportamento di ogni singola persona”), per risultare compatibile con te. Ti consiglio di fare qualche colloquio con uno psicoterapeuta, così da far luce sui meccanismi che hanno portato alla tua condizione di disagio e al tuo “isolamento”. Saluti,
 
Dott. Giovanni Castaldi

Quando decide di parlarci a noi suoi figli non riesce più a chiamarci per nome

--Emma--  

salve dottoressa, sono una ragazza di 27 anni mi chiamo Emma, ho deciso di rivolgermi a lei in quanto donna e soprattutto medico, vorrei avere dei chiarimenti in merito ad un rapporto pessimo con mio padre, le spiego meglio.
Mio padre ci sono periodi che affabile disponibile e forse l'uomo più buono della Terra, ma altri che si trasforma in un mostro perchè non ci capisce più non voule sentirci diventa bugiardo e si sente trascurata da noi (intendo mia madre me e mio fratello)in quanto noi tre ci coalizziamo contro di lui xke non tolleriamo più questi suoi atteggiamenti, per giunta ci sentiamo umiliati, le descrivo alcuni atteggiamenti che fanno scaturire in me una profonda delusione nei suoi confronti!!!
io sono fidanzata da 8 anni e l'anno prossimo mi sposerò mia padre ancora oggi con il mio ragazzo ha atteggiamenti di zero assoluto al dialogo se viene a casa e c'è lui non gli rivolge la parola gli degna solo di un silenziosissimo saluto sulla porta ma poi basta, è già questo è un atteggiamneto che al primo momento da parte mia mi provoca a stare arrabbiata con lui perchè sono delusa, e non capisco il perchè di questi atteggiamenti per giunta che lui ha solo con il mio ragazzo ma non ha con la ragazza di mio fratello.
chiudendo questa parentesi le faccio presente altri esempi del nostro rapporto a casa che è uguale ad una dittatura non possiamo contradirlo non possiamo esprimere le nostre idee o opinioni e se lo facciamo succedono le liti più furiose, l'ultima 2 gg fa mi chiese se volevo andare a cena fuori con altri parenti e la mia famiglia, gli dissi di no (perchè nell'ultimo periodo non sto godendo do ottima salute e una cena fuori non mi andava)lui pensò subito che stavo spalleggiando il mio ragazzo xkè lui non vorrebbe venire ma io gli dissi che le decisione le prendo io per la mia vita e salute non vengo per i motivi che tu conosci bene, di qui la degenerazione più totale della situazione... e la cosa che fa di solito che non ci parla per settimane mesi e dopo quando decide di parlarci a noi suoi figli non riesci piu a chiamarci per nome...
non so se sono stata chiara (credo di no) ma la mia domanda è questa il carattere così pessimo di mio padre puo dipendere dal lavoro che lui ha fatto per diversi anni???lui è stato un poliziotto di scorta ed è stato a contatto con lo scarto della società... potrebbe in un certo senso quella violenza che ha visto nelle carceri ora è talmente profonda in lui questa rigidità??? la prego mi aiuti

 

>Gentilissima S.ra,
è comprensibile che Lei si faccia certe domande.
Certo, deve essere difficile vivere con una persona dalle modalità imprevedibili e ostili e se la persona in questione è Suo padre, beh, mi rendo conto esserlo di più.
Penso sia una questione più di struttura di personalità che altro, nonostante il tipo di  lavoro possa, a volte, esacerbare certi tratti caratteriali.
Ho letto che Lei sta per realizzarsi come donna, in vista del matrimonio penso che Lei possa sperare per sé progetti importanti e prendere il giusto distacco da situazioni che riguardano la Sua famiglia di origine.
Non per questo può recidere facilmente il cordone ombelicale con i Suoi genitori, pertanto è molto importante che Lei risolva certe cose per poter camminare con maggiore sicurezza lungo il percorso della Sua vita.
A tal proposito, se lo desiderasse, può rivolgersi al Centro e chiedere una consulenza: siamo disponibili ad aiutarLa.
Cordiali saluti,


Dott.ssa Giuseppina Ribaudo

Sento un senso di ansia e non so come fare a calmarla...ho paura del cambiamento!

--Susanna--

Salve, mi chiamo Susanna e vorrei chiedere aiuto riguardo a mio fratello. Gli è stato "diagnosticato" un disturbo psicotico, anche definito schizofrenia borderline appena dopo i militari (quindi quando aveva circa 20 anni). E' stato sottoposto a terapia farmacologica e ora ha 40 e la situazione non è cambiata. I miei genitori gli hanno comprato casa e da quel giorno la situazione è precipitata: pensa sempre ai soldi, al fatto che non ce la fa, spende migliaia di euro in benzina per andare in giro in macchina a "vedere cose", è assente, non riesce a gestire nemmeno piccoli compiti quotidiani. Ma ovviamente lui sta benissimo, non ha problemi e non capisce perchè gli altri credono che ne abbia. Abbiamo provato a rivolgerci a diversi psichiatri che rispondono tutti allo stesso modo: "se non vuole andare da un medico (spesso li chiama "marescialli" oppure con altri nomignoli offensivi) io non posso aiutarlo". Io su internet ho letto e riletto che la caratteristica della psicosi è la negazione da parte del paziente, ora dunque se lui continua a negare e rifiutarsi, noi come facciamo ad aiutarlo?

 

>Gent. Sig.ra Susanna il problema che pone non è di facile soluzione e riguarda diversi aspetti della patologia mentale. Più la sintomatologia è seria più, non sempre ma spesso, ci sono forti resistenze da parte del paziente alla cura. Con molta pazienza può stare vicino a suo fratello cercando di farlo pensare senza però nessun secondo fine se non quello terapeutico. E' già ampiamente terapeutico il fatto che lei lo faccia pensare, ricordare, ricostruire, interpretare. Il processo di cura parte da lontano ed è lento nella sua divulgazione. E' nella costruzione di una relazione con l'altro che le cose possono cominciare a cambiare per cui la cosa potrebbe iniziare da lei e poi proseguire con persone che nella sanità vengono definiti educatori. Sono degli operatori sociali che possono seguire suo fratello alcuni giorni nella settimana facendo e organizzando delle attività con lui come per es. andare al cinema, vedere una mostra o una partita di football se piace. Mi faccia sapere e buone cose per lei,

Dott. Giovanni Castaldi

Le famiglie di entrambi sono distrutte dal dolore ed io mi sento piena di sensi di colpa

--Lucia--  

da 2 notti sto dormendo fuori dal tetto coniugale x mia scelta. credo che stia approfittando dell'ospitalità di un uomo che dice di amarmi molto e nel frattempo mentre cerco di dormire nel suo letto penso alla mia casa, a mio marito,ai 16 anni vissuti insieme. sono sicura di non amare più mio marito ma di provare x lui un bene indescrivibile.mi manca molto.ma se penso ai continui litigi,ricatti e inesistente felicità mi rifugio tra le braccia di quest'ultimo uomo che in parte mi rende serena ma sicuramente io non so ricambiare in egual modo.sono confusa,spersa.non dormo da 2 notti, piango e mi sento affranta.le famiglie di entrambi sono distrutte dal dolore ed io mi sento piena di sensi di colpa.non so neanche come potermi fare capire.ho aumentato le mie gocce di cipralex x cercare di stare serena il più possibile ma mi sembra tutto surreale,eppure tutto questo l'ho voluto solo io.mio marito mi avrebbe tenuta ancora con sè nonostante l'assenza d'intimità da anni e le continue incomprensioni.ho molta paura.qualcuno sa dirmi qualcosa? sto facendo bene? sto muovendomi male? io non capisco più nulla.un consiglio da esperti mi aiuterebbe...forse..non lo so .. vi ringrazio anticipatamente . Lucia.
 


>Gentile signora Lucia le consiglio di andare a parlare con qualche psicologo/a in un Centro privato o pubblico. Faccia qualche colloquio clinico e vedrà che starà meglio e avrà più chiara la sua situazione sentimentale e matrimoniale. Non prenda sonniferi e calmanti ma cominci a parlare in modo continuativo con un professionista. Noi operiamo a Milano, se lo desidera può contattarci al 0229531468 o al 3485849549. Buone cose per lei.

Dott. Giovanni Castaldi

Non ho piu un minimo di pazienza litigo di continuo con mia moglie e giorni non sopporto mio figlio

--Marcello--  

Salve mi presento mi chiamo marcello ho 32 anni e sono sposato da 4 anni e ho un bambino di 3 anni che e tutta la mia vita.
Premettiamo che sono un tipo abbastanza nervoso gia in se, poi visto l'evolvere della mia vita non premette niente di bene visto che sono attualmente anche disoccupato dopo che in un momento di stress totale abbandonai il mio lavoro da un giorno all'altro ed ora mi pento di quello che ho fatto perche sono arrivato a toccare il fondo e forse e anche questo uno dei motivi di cui non ho piu pace e anche perche ultimamente ho fatto uso di cose che non avrei dovuto usare......spero mi capiate quello che intendo!
Il mio vero problema e che non ho piu un minimo di pazienza litigo di continuo con mia moglie e giorni non sopporto mio figlio anche se io per mio figlio sarei capace anche di ammazzarmi o ammazzare e il vero problema sono io e non mio figlio visto che ha solo 3 anni e ha bisogno di attenzioni quello che io non riesco a darli o meglio quello che in molti giorni nn riesco a darli perche ci sono giorni che mi trasformo in positivo ma la maggiorparte dei giorni sono un marito non ideale direi perche ai miei comportamenti con mia moglie e mio figlio si direbbe che li odio ma non e cosi perche sono la cosa che piu al mondo amo specie mio figlio!
Vorrei trovare un po' di pace in me, dare piu attenzioni alla mia famigli in genere e fare stare bene mio figlio e farlo crescere con i sani principi e farlo divertire ogni giorno della sua vita ma pultroppo sono cose che penso ogni giorno ma che nn riesco a portarle a termine perche alla fine va a finire sempre nello stesso modo, cioe litigo con mia moglie mando a quel paese mio figlio e scappo via e torno solo la sera tardi quando ormai dormono tutti ed e li che poi mi salgono le colpe e ne soffro molto piangendo a volte x ore initerrottamente!
Ve ne sarei molto grati se riuscireste a capire il mio problema, volevo capire perche mi comporto cosi anche se non lo voglio vorrei trovare un metodo per calmarmi un po' perche sono troppo nervoso ma non trovo soluzioni pultroppo perche ci ricasco ogni giorno e ormai sono veramente al limite di tutto credetemi!
Grazie della vostra attenzione...Marcello

 
>Gentile Sig. Marcello,
una crisi come quella che descrive non capita di punto in bianco, di solito ci sono delle motivazioni sottostanti che portano a tali condizioni di disagio. Lei premette di essere una persona nervosa indipendentemente da come stiano andando le cose in questo momento storico, e ciò fa pensare che qualcosa non le tornasse anche prima che si arrivasse a questa situazione. Il rapporto con sua moglie e suo figlio sembra secondario rispetto il malessere che descrive, che pare essere frutto di un suo conflitto interiore che, per forza di cose, va a toccare le persone a cui tiene di più e con cui passa la maggior parte del suo tempo. Le consiglio di rivolgersi a una struttura pubblica che l'aiuti a fare chiarezza sul malessere che sta sperimentando in questo periodo. Effettuare dei colloqui le potrebbe essere utile per veder la questione da un diverso punto di vista.
Cordiali saluti,


Dott. Simone Bonfanti

Molti mi hanno detto che non sono amici adatti a me perché io sono questo

--Salvatore--  

Salve, ho 13 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Messina, questo è il mio problema:

Cerco sempre di far ridere tutti, ma quando faccio una battuta, tutti fanno i seri e mi dicono "era per ridere?" oppure "sei babbo?" "sei cretino?".

Se quella battuta la fa un altro li sento tutti ridere, infatti una volta in classe, un mio compagno ha fatto una battuta, e tutti hanno riso, io dopo pochi minuti l'ho rifatta ma tutti erano in silenzio, un mio compagno mi ha detto questo: "Questa l'ha già detta lui" e successivamente: "E poi se la battuta la fai tu non fa ridere".

Questa cosa mi da fastidio. Adesso vorrei mettere fine a questa cosa, e ho provato a smettere di tentare a far ridere la gente, ma non ci riesco, appena me ne viene una in mente ho l'istinto di farla, è come un droga.

Come posso fare a far smettere gli altri di chiamarmi così? Come posso iniziare a farmi rispettare?

Oppure

Come posso fare a smettere di tentare a far ridere la gente?

Molti mi hanno detto che non sono amici adatti a me perchè io sono questo. Ma stando in un piccoloo paese della sicilia, se devo frequentare altre persone mi restano:

Bestemmiatori
Fumatori
Violenti ecc...

 
>Caro Salvatore,
tu non devi “smettere di tentare di far ridere la gente”. Certamente vivere in un piccolo paese, alla tua giovane età, limita il numero di conoscenze possibili e dunque può essere per te un po’ più difficile trovare persone che ti vadano a genio.
Parla di queste cose con chi ti sta più vicino, per esempio con quelli che ti hanno detto “che non sono amici adatti a te”. Parlane anche con i tuoi genitori, sei molto giovane ed è normale trovarsi ad affrontare un certo tipo di confronto con gli altri.
 
Saluti,
Dott. Giovanni Castaldi

Ho 29 anni... e da più di 10 anni faccio uso di ansiolitici..sempre alti e bassi..

--Pamela--  

buongiorno..
ho 29 anni... e da più di 10 anni faccio uso di ansiolitici..sempre alti e bassi..
fino al 2005 ebbi un crollo mi segui una psicoterapeuta dopo 6 mesi iniziai a stare meglio..
da un'anno e mezzo prendo un antidepressivo xchè l'ansia mi ha portata ad avere problemi fisici..come la sonnolenza dolori articolari il mio corpo non rispondeva più..
ho avuto un miglioramento,ma ora non sto ancora bene..il mio problema è che non so da cosa sia causato tutto ciò e x quanto impegno io ci metta sembra non servire a nulla..
cosa dovrei fare ?
grazie...

 
 
>Gentile Pamela,
la prima cosa che mi viene da chiederle è se il suo rapporto con la psicoterapeuta stia continuando, siccome da quanto lei scrive aveva ottenuto dei miglioramenti.
Sicuramente alcune classi di antidepressivi hanno anche un effetto di riduzione dell’ansia, e generalmente vengono prescritti per evitare l’abuso di ansiolitici ed ottenere un effetto terapeutico in grado di abbassare il tono ansioso nel suo complesso.
Lei si chiede da cosa sia causato tutto ciò, domanda alla quale potrà cercare di rispondere nel corso della sua psicoterapia (se la sta proseguendo).
In ogni caso, se vuole fare un colloquio di orientamento rispetto alle sue problematiche e rispetto alle terapie che vengono praticate nel nostro Centro, non esiti a contattarci.
 
Saluti,
Dott. Giovanni Castaldi

Quasi ogni sera quando vado a letto ho dei brutti pensieri che mi assillano

--Nicole--  

ciao sono una ragazza di 25 anni.e'da molti mesi che mi capita che quasi ogni sera quando vado a letto ho dei brutti pensieri che mi assillano.ho immaginazioni terribili,del tipo incidenti che possono avvenire mentre sono in macchina con persone care,ma sempre immaginazioni che posso fare del male agli altri e non a me,sono cosi'tanti che non riesco a ricordarli nemmeno tutti.vorrei capire perche'questi pensieri.durante il giorno sto bene,solo la sera avviene tutto questo.a volte tanto la paura mi viene da piangere...potete aiutarmi a capire?ho bisogno di sedute da uno psicologo?spero di no...grazie!

 

>Gentile sig.ra Nicole,
dalla sua breve descrizione sembra si tratti di pensieri e immagini mentali ricorrenti e intrusivi, collegati a stati d'animo negativi quali la paura di far del male agli altri, la tensione, l'ansia, la tristezza etc. Si tratta di solito dell'espressione di un nostro dialogo interno in forma non verbale. Può capitare che ci vengano alla mente pensieri ed immagini paurose, soprattutto la sera, quando siamo nel letto soli con noi stessi, che di solito riusciamo però facilmente a scacciare. Nel momento in cui sfuggono al nostro controllo, presentandosi con una certa frequenza, possono essere espressione di un disagio che utilizza questa modalità per palesarsi. Sarebbe quindi utile che lei ne parlasse con un esperto, cogliendo questo segnale per interrogarsi e trovare migliori strategie per far fronte al suo malessere.

Cordialmente,
Dr.ssa Caterina Belvedere

Sono una ragazza di 25 anni che ha sofferto tanto

--Alessia--  

buongiorno,sono una ragazza di 25 anni che ha sofferto tanto.Dopo anni di malattia mia madre se n'e' andata proprio un mese prima la nascita della mia prima figlia,evento felice che mi ha aiutato a superare meglio il lutto.solo che ora a distanza di un anno mi accorgo di non essere psicologicamente "sana",ho una grande forza di volonta' pero' credo di aver accumulato con gli anni delle sofferenze che sicuramente qualcosa in me hanno cambiato,ho periodicamente dei crolli psicologici con crisi nervose di pianto che mi preoccupano sempre di piu',cosa mi suggerisce di fare?

 

>Cara Alessia, la situazione che si è trovata a vivere è stata sicuramente complicata. La morte di un genitore non è un accadimento facile per nessuno, nel suo caso questa situazione si è verificata dopo anni di malattia e quasi in concomitanza con la nascita di sua figlia. Due eventi così significativi ed emotivamente intensi - anche se di segno completamente opposto - avvenuti nell'arco di poco tempo possono portare anche a situazioni di sofferenza soggettiva, sofferenza che può manifestarsi a distanza di tempo. Le consiglio di effettuare alcuni colloqui di valutazione psicologica al fine di inquadrare meglio la situazione, ed eventualmente iniziare un percorso che possa dare un senso a quello che le sta succedendo.
Un saluto

Dott. Simone Bonfanti

Il trauma è un incidente stradale, in cui ho investito una persona

--Barbara--  

Salve, quello che vorrei sapere è se un trauma subìto da oltre un anno, e in apparenza superato, possa in realtà aver lasciato un profondo segno che si manifesta con continui sbalzi di umore, e con la difficoltà a capire il reale senso delle cose. Il trauma è un incidente stradale,in cui ho investito una persona che è deceduta.Forse la mia natura forte, mi ha fatto sottovalutare la gravità del danno, e non riesco a ritrovare il mio equilibrio.
Grazie per una risposta

 

>Cara Signora Barbara ritengo molto plausibile che il grave incidente in cui è stata coinvolta possa comportarle la sintomatologia che lei oggi sta subendo. Sono specializzato in Psicotraumatologia e incontro abbastanza frequentemente nella mia attività di psicoterapia casi analoghi al suo, magari non così gravi,  che comportano comunque una serie di sintomi destabilizzanti per la persona che ne è affetta. Le consiglio di leggersi sul nostro sito l'articolo sulla dissociazione visivo cinestetica dove tratto di tecniche terapeutiche per contenere e diminuire gli affetti emotivi che i traumi  producono. Se lo desidera può venire a Milano nel nostro Centro per fare almeno una visita e verificare più precisamente i suoi disturbi oppure le consiglio di rivolgersi a una struttura pubblica o privata della sua città dove svolgere alcuni colloqui clinici. I nostri telefoni sono 0229531468 e 3485849549. Mi faccia sapere e buone cose per lei.

Dott. Giovanni Castaldi


>>


Gentile Dott.Castaldi, per prima cosa la ringrazio per la sua risposta, che mi ha comunque fatto sentire un pò più sollevata, facendomi capire che non è affatto strano sentirmi così. Abitando nella provincia di Roma, è difficile per me pensare ad una visita a Milano, ma posso farlo qui, o comunque almeno parlarne. Non l'ho mai fatto, e nessuno mi ha mai chiesto come stavo.

La ringrazio infinitamente

Barbara

Io non ne posso più di rovinare storie importanti e perdere persone per me speciali

--Sabrina--

Salve,sono una ragazza di 19anni ed è la prima volta che chiedo consulenza su quest'argomento che potrebbe sembrare banale,ma che a me reca non pochi problemi.
Nel momento in cui intraprendo una relazione con un ragazzo,parto sempre col piede giusto;mi mostro solare,spontanea,piena di voglia di vivere a pieno la persona che ho di fronte.Col passare dei mesi però,inizio a sviluppare una sorta di dipendenza nei confronti di questa persona,dipendenza che mi porta ad essere gelosa di qualunque cosa che(nella mia testa)potrebbe portarmela via,insicura,capricciosa,piena di paranoie.Da quasi 9mesi frequanto un ragazzo di 7anni più grande di me,a sua volta abbastanza geloso e possessivo,ma piuttosto maturo per riuscirsi a controllare quando si accorge di stare andando troppo oltre.Inizialmente tra noi le cose andavano alla grande,e quello che lui apprezzava principalmente di me erano soprattutto la mia calma e la mia pazienza.Ma da un paio di mesi a questa parte io sono diventata insopportabile.Do importanza a qualunque banalissima cosa,mi basta pochissimo per sentirmi una nullità,e quando discutiamo,anche se so perfettamente che lui è indaffarato per lavoro,e che io dal canto mio dovrei studiare,non riesco a fare altro che attaccarmi al telefono sperando in sue parole di amore e conforto,quasi fossi una bambina da assecondare.Quasi sempre questo non accade,e solo a fine giornata riesco finalmente a rinsavire a a realizzare che tutto questo era evitabile e che sarebbe bastato un pò di sforzo da parte mia per non stare male.Puntualmente, allora gli assicuro di aver capito e che non ricapiterà più.Eppure, basta poi pochissimo per scatenare nuovamente in me rabbia,ansia ed angoscia rispetto a cose che solo quando è ormai 'troppo tardi'capisco essere stupide.Adesso lui si è allontanato da me,dicendomi che è impossibile continuare a stare assieme a queste condizioni,che mi aspetterà,ma che nel frattempo dovrò farmi aiutare e cercare di capire cosa ci sia alla base di questi atteggiamenti quasi 'malati'.Io non ne posso più di rovinare storie importanti e perdere persone per me speciali a causa di questa parte di me che mi è ancora così incomprensibile.

 

>Gentile Sabrina, sei una ragazza molto giovane e stai incontrando le gioie e le contraddizioni presenti in un rapporto sentimentale. Probabilmente hai delle insicurezze che devi ancora comprendere, mentre il ragazzo di cui parli è più grande di te e magari guarda certe cose da un altro punto di vista. Hai ragione a dire che sviluppi una forma di dipendenza nei confronti di chi ti sta accanto, cosa che in parte è normale ma che a quanto pare in te supera una certa soglia. Può anche darsi che tu non abbia trovato la persona giusta e che con qualcun altro le cose possano funzionare meglio. Se senti il bisogno di approfondire la ragioni di questo tuo comportamento puoi provare a fare alcuni colloqui con uno psicologo, la qual cosa non implica che tu sia “malata”. Cari saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Io non voglio rinunciare a lui e tantomeno abbandonarlo adesso, ma cosa devo fare per aiutarlo davvero?

--Meggy--

salve,sono una ragazza di 25 anni,le scrivo perchè ho bisogno di un consiglio su come aiutare il mio fidanzato;
sin da piccolo ha avuto un infanzia difficile genitori separati,compagno della madre violento,numerosi tentativi di suicidio della madre e qualche anno fa il fratello più grande è morto in un incidente stradale...aggiunga a questo un rapporto difficile con l’altro fratello,un enorme timidezza e riservatezza e può capire adesso in che stato sia...Dalla morte del fratello ha definitivamente abbandonato lo studio gli amici passa le sue giornate tra il letto e il pc.Io e la sua famiglia abbiamo tenta in tutti i modi di farlo reagire ,ma invano anche perchè non vuole avere niente a che fare con i dottori...gli sono sempre stata accanto contro tutto e tutti,ma ieri durante l’ennesima discussione su lui che deve riprendersi l’ho lasciato perchè sono stanca e demoralizzata...questo per lui è stato il colpo di grazia.Io non voglio rinunciare a lui e tantomeno abbandonarlo adesso,ma cosa devo fare per aiutarlo davvero????

 

>Gentile Meggy,

sicuramente il suo fidanzato sta attraversando una condizione di grande sofferenza. Il nostro consiglio è di farlo parlare con uno psicoterapeuta, ma a quanto pare ci sono delle difficoltà legate a una sua forma di resistenza. E' probabile che per lui mettere in atto una domanda d'aiuto vada contro ad un certo ideale. Provi a dirgli di scriverci (magari in forma privata, attraverso la consulenza online), o di telefonarci se ci riesce, potrebbe essere un primo e importante passo avanti,

saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Passo da un'ira impotente all'incapacità di attuare una reazione logica

--Claudio--

vorrei capire perchè, ormai da anni, cedo alle richieste di chi mi chiede soldi in prestito e, quando ho la sensazione non mi vengano restituiti, passo da un ira impotente all incapacità di attuare una reazione logica che mi porti ad attuare tutto quello che sia indicato al recupero.
Grazie

 

>Gentile Claudio,

secondo lei perché “cede” a queste richieste? Forse perché ha paura che se si rifiutasse le altre persone non la vorrebbero più? E' solo un'ipotesi...

Provi a rifletterci, ci scriva ancora se vuole, o ci contatti pure,

saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Che cosa posso aver commesso per ricevere da mia moglie frasi come...

--Adolfo--

che cosa posso aver commesso per ricevere da mia moglie frasi come" devi schiantarti, dovevi morire 15 anni fa quando hai avuto un tumore, deve scoppiarti dentro un cancro.ecc. questo solo perchè tre anni fa gli ho fatto notare che lei è un adolescente perchè fa ancora dormire la mamma con lei quando viene a travarla e lei dice che è giusto cosi perchè lei ha una madre. non mi dilungo oltre altrimenti le cose da dire sono tante. chiedo se ci sono soluzioni a questo.Aggiungo solo che le sue virtù principali sono attualmente il rancore e l'invidia.

 

>Gentile Adolfo,

è evidente che sua moglie ha nei suoi confronti una forte rabbia, o perlomeno indirizza questa sua rabbia verso di lei. Chiede se ci sono soluzioni, ma dovrebbe approfondire meglio la questione, è lei stesso ad affermare che le cose da dire sono tante; il suo per ora suona più come uno sfogo contro il comportamento di sua moglie e non ci sono abbastanza dati per poter inquadrare meglio la situazione. Ci scriva ancora se vuole, saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Ormai da qualche anno riconosco di soffrire di disturbo ossessivo compulsivo

--Michele--

Gentili psicoterapeuti,

scrivo del mio caso nella speranza che mi si possa dare un consiglio su come affrontare la situazione che vivo, specie in merito alla gravità del disturbo di cui soffro e all'opportunità di fare una visita psicoterapeutica.

Sono un ragazzo di 23 anni, studente fuori sede. Ormai da qualche anno riconosco di soffrire di disturbo ossessivo compulsivo e le ossessioni che mi assillano hanno preso gradualmente sempre più piede, generando in me un'ansia continua, a oggi quasi cronica dal momento che fanno da sfondo alla vita quotidiana. Il motivo che mi spinge a scrivere è che in nessun sito dedicato ai DOC ho riscontrato una sintomatologia che si avvicinasse alla mia: le ossessioni dominanti riguardano le relazioni sociali, di contatto fisico e comunicativo e consistono nella paura di essere "contaminato" non attraverso microrganismi ma sul piano psicologico; quando svolgo azioni o dico cose che mi fanno balzare alla mente alcune persone (ma questo vale solo con alcune e nel tempo esse mutano anche in funzione delle mie relazioni, pur mantenendosi in un numero ristretto) o ancora faccio un gesto comune come scrivere, camminare, cucinare ecc... il pensiero di una certa persona o il contatto fisico con lei fa scattare in me la paura di smarrire la mia personalità, essere "prosciugato" delle mie qualità mentali ma soprattutto del mio carattere. E' una paura di trasformarmi a immagine di quella persona (ovviamente i soggetti che percepisco come minacciosi non mi sono graditi).
Questa condizione lede molto i miei rapporti con gli altri, mi rende evitante e poco comunicativo, sono probabilmente percepito evasivo e bizzarro da quanti vedono per caso alcuni rituali compulsivi che metto in atto per eliminare la "presenza" contaminante che sento in me e che cerco di drenare all'esterno.
Ripeto, la paura che sento come irrazionale ma che mi congela quando imprevedibilmente compare è che il contatto fisico o una somiglianza di qualche azione o espressione con queste persone generano sempre la paura di scoprirmi diverso da come ero nella personalità a causa di una contaminazione subdola e non meglio precisabile.

Chiedo a voi se si tratta di una sintomatologia minimamente nota di DOC o se diagnosticabile in modo differente; inoltre, desidererei sapere se la gravità è tale da richiedere una visita urgente da uno specialista.

Grazie,

Michele

 

>Gentile Michele,

la sintomatologia da lei descritta rientra nella fenomenologia del disturbo ossessivo-compulsivo, anche se la soggettività di ognuno rende ogni caso diverso dagli altri. Lei sembra essere molto consapevole di ciò che le accade e delle modalità attraverso le quali questi pensieri e queste paure le si manifestano. Spesso le ossessioni di contaminazione sono legate all'entrare in contatto con sostanze di qualche tipo, ma da quello che lei descrive nel suo caso ciò sembra essere legato all'entrare in contatto con le altre persone, come se gli altri la “invadessero” facendole “perdere” la sua personalità. Bisogna sicuramente indagare le cause di questa sintomatologia che fa appunto da sfondo alla sua vita quotidiana, limitandole in qualche modo l'esistenza. La sua è una sintomatologia conosciuta e troverà sicuramente aiuto rivolgendosi a un professionista competente. Se abita a Milano o nelle sue vicinanze ci contatti pure.

Saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

Se io una cosa la desidero ma lui non e' d'accordo non la posso prendere

--Mara--
 
ho 35 anni , un compagno ed un bambino di anni 8
il mio problema di coppia e' il seguente: mi manca la liberta' di acquistare cio' che voglio nei limiti senza fare debiti , come voglio e quando voglio, ovvio non cose banali, ma tipo mobili, divani, auto ecc.
Posso acquistare solo se il mio compagno dice si, in quanto se io una cosa la desidero ma lui non e' d'accordo non la posso prendere. questo mi causa sentimenti di rabbia e tristezza. E' giusto che sia cosi????Vorrei un vostro consiglio per sciogliere questo nodo che ho dentro e che mi fa star male in quanto non mi sento libera.
 
 
>Gentile Mara,
ci chiede se sia giusto che sia così, però dovrebbe spiegare meglio come funziona tutta la faccenda: per esempio, lei ha un suo reddito personale o no? In passato ha avuto un comportamento con gli acquisti che ha creato discussioni in famiglia? Suo marito esercita un controllo totale sulla gestione economica?
Cerchi di parlarne con il suo compagno e ci scriva o ci chiami se vuole, saluti,
 
Dott. Giovanni Castaldi

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Piazza Oberdan 2, 20129 Milano, (Porta Venezia M1). 
Telefono fisso: (+39) 02 295 314 68
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