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Questo ragazzo soffre tantissimo, come provare a restituirgli un pò di serenità?

--Roberta--

Gentile Psicologo, Ho conosciuto un ragazzo egiziano venuto in Italia 3 anni fa per aiutare la sua familglia economicamente. La sua è una storia molto travagliata: il fratello maggiore è morto per una scossa elettrica,suo Padre gia disabile è morto in carcere arrestasto per aver pagato un'assegno scoperto (per la traversata italia egitto), il fratello più piccolo malato di cuore è morto per la mancanza di cure mediche molto costose. la Mamma a cuasa di tutti questi dispiaceri è diventata cieca e adesso ha un tumore. A differenza degli altri ragazzi egiziani che conosco lui ha un legame particolare con la mamma è vive con molta angoscia e profonda sofferenza questo distacco. sei mesi fa si taglia un polso con una lametta, è stato portato al pronto soccorso dove è rimasto per una notte e gli hanno fatto una diagnosi di Disturbo Borderline di personalità. Ai fini del permesso di soggiorno sono intervenuti i servizi sociali che hanno prosto l'inserimento in una comunità o un progetto a cui aderire. Adesso però è tutto fermo. La mia perplessità: è possibile fare questo tipo di diagnosi in una notte al pronto soccorso? io avevo già notato che cera qulcosa che non andava perchè tendeva a considerare le persone meno di zero per un periodo e buone per un altro periodo. Anche io ho subito un trattamento del genere a causa di un malinteso che lui ha considerato grave e che lo ha porto a dirmi che per lui ero morta. Dopo quasto accaduto, non era degna del suo saluto, gli ho fatto un regalo di compleanno che mi ha tornato indietro. mia ha scritto una lettera dove mi diceva Addio e che non lo dovevo più cercare, subito dopo risponde alla mia telefonata, accusandomi di tante cose, stiamo un'ora al telefono e mi chiede di sposarlo per la cittadinaza. Io ho letto questa proposta come un gesto disperato, perchè mi ha detto: ci sposiamo così vado a vedere mia madre prima che muore? Io gli ho risposto di si e siamo rimasti che lo avrei chiamato io. Io non so come devo comportarmi. Se è conveniente chiamarlo. durante l'ultima telefonata mi disse che prima di andare a letto beve 4 bottiglie di birra così non pensa a niente. Consuce una vita molto isolata, lavora in una pasticceria 11 ore al giorno, ama ascoltare musica e vedere film vede spesso titanic e la passione di Cristo. Sposta molto spesso gli oggetti della sua camera, sposta le foto e le fa comparire/scomparire in base alle relazioni del periodo. Io temo che se dovesse accadere qualcosa a sua MAdre, lui possa togliersi la vita, anche perchè mi disse che non avrebbe più motivo di vivere senza sua Madre. Sè ha questo disturbo e se non si cura può peggiorare? Può degenerare in qualcosa di più grave? come muoversi? Questo ragazzo soffre tantissimo, come provare a restituirgli un pò di serenità? Roberta

 

>Gent. Sig.ra Roberta,

proverò a risponderle in modo breve ma spero consono alle sue richieste. La prima questione riguarda la possibilità o meno di stilare una diagnosi di Disturbo Borderline di personalità in un solo incontro terapeutico. Sì, è possibile indicare una diagnosi anche se normalmente prima di determinarla dovrebbero essere svolti una serie di colloqui e anche dei test per essere più precisi e sicuri. Indicativamente in un colloquio clinico si evidenziano dei tratti della personalità dell'individuo che ci fanno pensare e ci danno delle dritte su delle possibili cause della patologia e su una possibile diagnosi da formulare ma è meglio incontrare il paziente qualche altra volta. Avere una diagnosi di Disturbo Borderline non significa essere matti significa avere delle serie problematiche mentali che possono comunque essere curate in un setting terapeutico appropriato. Il suo amico è una persona molto colpita dalla vita, ha subito una serie di tragedie familiari che non possono non averlo ferito nell'intimo della sua anima. Tenga conto che una patologia psicotica è molto spesso la conseguenza di una serie di traumi subiti nel corso degli anni dall'individuo, ciò vale anche per un disturbo di personalità. Ci sono certamente delle concause, sono diversi e molteplici i fattori che concorrono a una spaccatura psicotica  o a un comportamento borderline, non voglio addentrarmi qui in tale ricerca, le voglio soltanto comunicare che esperienze traumatiche forti,  assolutamente dolorose per il soggetto, hanno degli effetti collaterali devastanti sull'individuo portandolo diverse volte in situazioni psichiche dissociative con comportamenti anomali, disturbati, regressivi, coartati emotivamente. Sono individui che si ritirano e si chiudono in se stessi perché non riescono più a sostenere il dolore che gli ha ripetutamente colpiti. Al di là quindi della diagnosi  più o meno esatta resta l'assoluta congruenza tra ciò che ha subito il suo amico e la sua sintomatologia. E' una persona che è consigliabile venga curata attraverso colloqui psicologici di sostegno e di orientamento. La invito ad ascoltare questo ragazzo, se lei nutre dei sentimenti di affetto nei suoi  confronti, ma in una assoluta prudenza perché la persona non è affidabile da un punto di vista emotivo e potrebbe portarla in una circolazione psichica brutta, negativa, per lei. Se fossi in lei non mi sposerei con lui, anche se la cosa ha una  formalità esclusivamente burocratica, attenderei, il nostro amico deve prima curarsi e stare un po' meglio psichicamente. Mantenga un certo distacco, soltanto così può aiutarlo. Mi faccia sapere e se vuole si faccia sentire. Buone cose per lei.

Dott. Giovanni Castaldi

>

Gentile Dottore,la ringrazio infinitamente per la sua risposta. Voglio molto bene a questo ragazzo, e spero di riuscire anche se con fatica nel mio intento. Forse non sono la persona adatta. L'ho chiamato questa mattina, non ha risposto (forse non poteva rispondere perchè lavorava. )Mi ha fatto lo squillo, l'ho richiamato e mi ha risposto senza salutare dicendomi che non lo dovevo chiamare, staccando cosi la conversazione. Nel tardo pomeriggio mi chiama e mi chiede come mai l'avevo chiamato, perchè gli sembrava strano. Io ho risposto che l'avevo fatto sia per sentirlo sia per sapere come stava. Lui non mi credeva e diceva che c'era qualche cosa sotto. Poi faceva delle allusioni ad un nostro amico in comune sempre egiziano (con cui sono stata molto premurosa perchè ha avuto un incidente con il motore fratturandosi la tibia e per questo ha subito un’operazione). Mi chiedeva ironicamente come mai non fossi con lui(adesso lo considera un nemico),e sosteneva che io l’avessi chiamato spinta sempre da quello che mi aveva detto su di lui questo stesso ragazzo. Io ribattevo che io se faccio una cosa la faccio perché scelgo di farla e basta, senza farmi influenzare. Lui si è convinto che io ho istaurato questo rapporto di amicizia con questo ragazzo per controllare la sua vita. Io gli ho spiegato che se chiedo ai suoi amici e perché mi preoccupo per lui e se con questo ragazzo è capitato di sentirci spesso è stato esclusivamente per aiutare lui di fronte alla situazione del permesso di soggiorno e in seguito anche a causa dell’incidente. Ribadiva sempre che non lo devo più chiamare, io ribattevo dicendogli come mai mi stava chiamando , spiegandogli che io ero libera di chiamarlo e lui libero di non rispondere. Mi chiede perché lo cerco? E io rispondo che nella volta precedente al telefono gli avevo detto che mi ero innamorata di lui. Lui subito risponde che l’indomani dovevamo andare al comune per sposarci. Io gli dico che non posso sposare mai una persona che non mi ama (lui l’ultima volta che ci siamo sentiti,mi disse che per me non provava niente)e che ci potrebbe essere una possibilità in futuro se lui provasse qualcosa per me. Lui ribatteva sul fatto che voleva sposarmi lo stesso. Gli dicevo che gli volevo bene e lui sosteneva che sei io ero innamorata di lui gli avrei dovuto dire TI AMO, AMORE MIO. Io gli risposto che non era possibile dato che lui non prova niente per me. Poi mi chiamava GIOIA MIA e io gli chiedevo se veramente ero la gioia sua e mi risponde di no e che io sono come l’inferno e che se un giorno Dio gli chiedesse di andare in paradiso là dove ci sarei io, lui non ci sarebbe entrato perché c’ero io. Io di fronte a questo esempio gli ho chiesto se voleva dirmi che mi amava ma era impossibile stare con me. La sua risposta era sempre no. Alla fine la conversazione non poteva andare avanti perché lui si agitava e si innervosiva. Mi ha anche detto di andare a quel paese in modo molto pesante. La mia reazione è stata quasi nulla, non mi sono arrabbiata, forse è cambiato il tono della mia voce. Lui si stupisce del fatto che non mi arrabbio. Le mie ultime parole sono state:”Ricordati che ti voglio bene.” Durante la telefonata ho cercato di capire cosa gli avessero fatto la notte che è rimasto al pronto soccorso, se gli hanno fatto delle domande e lui niente. La volta scorsa non Le avevo scritto nella lettera che provo qualcosa per questo ragazzo. Di fronte alla proposta di matrimonio ho scelto di dirgli ciò che sento per lui. Non so de ho sbagliato. Adesso la mia più grande priorità sarebbe quella di stargli accanto in questa terribile fase della sua vita, sarei disposta anche a rinunciare ai miei sentimenti per lui, pur di aiutarlo. Ma io posso veramente aiutarlo? Lui dice che non mi vuole sentire e allo stesso tempo mi chiama; mi dice non gli devo dire ti voglio bene , ma amore mio anche se lui non prova niente per me. Nonostante i miei sentimenti (forse non ancora maturi perché conosco questo ragazzo solo da 6 mesi ) sono riuscita a vivere il tutto con molto distacco. So che se gli faccio uno squillo sul cellulare o gli invio un sms lui mi richiama, quindi la conversazione telefonica al momento può essere l’unica modalità di approccio. Lui dice che non lo devo più cercare ne chiamare: devo prendere sul serio quello che dice oppure no? Il mio obiettivo è quello di farlo curare, di farlo seguire da uno psicologico. Un’altra mia preoccupazione : il modo in cui si è comportato con me può generare dei sensi di colpa? Per concludere:E’ errato il modo in cui mi comporto con lui? Che suggerimenti può darmi a tal proposito? La ringrazio Roberta

 

>Cara Roberta avere dei rapporti buoni e interessanti con questo ragazzo è molto difficile, è un impresa ardua. Lei ne è innamorata e quindi la cosa si fa' ancora più difficile. E' una sorta di navigazione a vista quella che lei deve fare con lui, non c'è un modello rigido da seguire se non quello di portarlo a farsi curare. Tutte le strategie sono ben accolte ma devono avere un solo obiettivo, la cura del ragazzo. Se si fa' curare e  comincia ad andare da qualcuno per parlare di sè e della sua vita, della sua tragedia familiare, forse nel tempo le cose potrebbero aggiustarsi, contenersi, non possono trasformarsi completamente, possono però trovare una maggiore armonia nelle dinamiche esistenziali che lui ha con il mondo. Se non si cura è un disastro. Le problematiche che questo ragazzo vive sono di grande sofferenza e dolore e sono invasive della sua vita e di coloro che gli stanno vicino, soprattutto se lo amano. Lei lo ascolti a distanza, lasci che sia lui a venire verso di lei e non dimentichi l'obiettivo terapeutico, ciò vale anche per lei Roberta. Buone cose e a presto
Dott. Giovanni Castaldi
 
>
 
Se ho ben compreso dovrei farmi sostenere psicologicamente. Per quali ragioni? e poi dovrei cominciare adesso o solo e se lui incomincerà un percorso terapeutico? Un 'ultima domanda: questo ragazzo vive da 2 mesi con un ragazzo egiziano di 17 anni. E' salutare questa convivenza? Grazie ancora Roberta
 
 
>Cara Roberta il tuo sostegno psicologico è importante per comprendere le ragioni che ti portano a essere innamorata di una persona che ha mille problemi psichici e sociali. Al di là che tu ci stia insieme sarebbe interessante per te qualche colloquio psicologico. Buone cose per te.

Dott. Giovanni Castaldi

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