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La madre è gelosa del figlio quindi cerca sempre di sminuire la mia posizione

--Lisa--

Buonasera...la mia situazione è questa:ho 23 anni frequento l'università e vivo coi miei genitori. Esco da una storia di 4 anni con una persona più grande con un figlio, abbiamo vissuto insieme un paio d'anni come una vera famiglia..poi io lo lascio perchè non sono più innamorata. Ora sto con un ragazzo di 25 anni a cui voglio bene davvero che ha una situazione particolare...i suoi sono separati da 20 anni non ha rapporti col padre ma solo con la madre e la nonna materna..io penso di non aver mai tenuto cosi' tanto a qualcuno..lui dice di amarmi ma non mi rende totalmente partecipe della sua vita come vorrei. Il suo punto di riferimento rimane sempre e comunque la madre a cui si rivolge se ha problemi, io sono la fidanzatina a cui riferisce in un secondo tempo. Dice che mi ama e che sono importante, ma non la più importante persona per lui...quando andiamo su questo discorso devia sempre immagino perchè per lui siamo tutte allo stesso livello.
Come se non bastasse la madre è gelosa del figlio quindi cerca sempre di sminuire la mia posizione e di farmi capire che lei verrà sempre prima di me e mi tira tutte poi le frecciatine da suocera invidiosa. Io non la posso più vedere al punto da rendermi conto che mi da fastidio tutto se c'entra lei anche cose molto banali..faccio fatica a concentrarmi nello studio e perdo la voglia di fare.
Mi chiedo se sono io esagerata che pretendo troppo dopo un anno e mezzo o mi sto buttando in un vicolo cieco tra un ragazzo che avrà sempre mammina come dio e una suocera che non mi lascerà mai in pace? Ma soprattutto non so come uscirne, sono sempre nervosa, agitata...Aggiungo che abitiamo lontani quindi ci vediamo circa una decina di giorni al mese e quando siamo insieme e soli tutto va benissimo..lui vive solo e la madre appena può è a casa sua. Io da un periodo a questa parte sono insofferente e agitata quando so che lei è con lui....non so cosa mi stia succedendo. Vorrei un consiglio. Grazie. Saluti
 
 

>Cara Lisa, non mi è possibile darle semplicemente dei consigli su come agire in questa situazione, perché questo non è il mio ruolo. Posso tuttavia fornirle qualche spunto di riflessione e, poichè quanto descrive le causa malessere, anche l'indicazione di parlarne con un esperto.
Innanzitutto credo sia opportuno tenere in considerazione che lei esce da una storia importante con uomo più grande, con il quale ha anche convissuto. La maturità che solitamente caratterizza l'età adulta, a maggior ragione in un uomo che ha già vissuto relazioni importanti ed è anche padre, faceva sì che il vostro rapporto avesse caratteristiche diverse da quello in cui si è impegnata attualmente. Immagino che, dovendosi ora relazionare con un suo coetaneo autonomo dal punto di vista abitativo, ma probabilmente ancora in parte dipendente dalla figura materna, il confronto con la storia precedente sia inevitabile. Quando si cresce con un solo genitore, come è avvenuto per il suo attuale fidanzato, può accadere che tra genitore e figlio si instauri un rapporto che potremmo definire simbiotico, ossia un rapporto di dipendenza affettiva, in cui ciascuno dei due ha bisogno dell'altro. E' probabile che sia questo a far sì che lei si senta esclusa, non sufficientemente amata, non adeguatamente presa in considerazione. Non va dimenticato però che si tratta di due ruoli diversi, quello di madre e quello di compagna.
La sintomatologia esperita (difficoltà di concentrazione, agitazione psico-motoria, insofferenza, etc.) è il segnale di un disequilibrio e anche l'opportunità per farsi delle domande, cosa che lei ha già iniziato a fare. Sarebbe sicuramente utile estendere la riflessione anche ad altre aree della sua vita.
Le invio i miei migliori saluti,

Dr.ssa Caterina Belvedere

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Dott. Giovanni Castaldi

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