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Le voglio un gran bene e non voglio che cada verso l'abisso

--Fenice--

DEPRESSIONE
Salve,
ho 37 anni e mia madre di 70anni soffre di depressione da più di 30 anni e forse anche prima, mio padre di 81 da tempo malato spesso non lucido con problemi di microinfarti cerebrali.
Mia madre in cura da una vita tra vari psicologi, neurologi ecc. da che io ricordi non ne è mai uscita.
Ha avuto un'infazia molto difficile, e la sua vita da adulta non è stata da meno, si sente fallita, inutile ed altre definizioni che è meglio non scrivere.
Tra tutti i suoi periodi di alti e bassi ora ne sta vivendo uno terribile ed ha deciso di sospendere gli antidepressivi dicendo che che "è stufa di prendere pillole che non le facciano vedere le cose come sono" da quel momento i suoi disturbi hanno cominciato via via a peggiorare.
Non siamo una famiglia molto fortunata tra problemi di malattie e sfortune varie per buona parte create da lei ne tentativo di riempire quel vuoto incolmabile che si porta dietro da decenni, questo non ha fatto altro che aggravare la sua situazione psicologica.
Io è da quando sono nata che vivo facendo da "mamma" a mia madre, ho tre fratelli che tutto sommato non si preoccupano più di tanto, le vogliono bene ma è una vita che la vediamo così che ormai è questo suo stato è entrato nella normalità delle cose, quindi non ci danno peso.
Per quanto mi riguarda è diverso, questo mio ruolo di "mamma" mi porta a preoccuparmi costantemente, di che umore è, come stà ecc., sono molto protettiva nei suoi confronti,e lei da sempre vive con una grande dipendenza nei miei confronti, ho cercato più volte sempre con i dovuti modi di crearmi i miei spazi, a volte ci sono riuscita e a volte no, cercando sempre comunque di mediare e farle capire le cose, il più delle volte in modo sofferto ma tutto sommato sereno, e qualche volta con discussioni accese. Un lavoro a tempo pieno.
E' da una vita che mi ripete che vorrebbe morire, ed ora mi trovo qui a pensare
che forse questo è il periodo in cui davvero potrebbe farlo.
Ora inizio a non saper più come comportarmi, sono stanca e triste, per fortuna ho un marito e due figlie ecezionali, ma questo a volte mi fa sentire ancora più in colpa nei sui confronti. Se le sucedesse qualcosa sò che non mi darei pace.
Non so come fare, non riesco ad acettare di vederla così e sopratutto non riesco ad acettare di non riuscire ad aiutarla, pian piano nel corso degli anni mi sta avvelenando l'esistenza e un paio di volte avrei voluto che il signore li chiamasse a se entrambi,con il risultato di sentirmi ancora più in colpa per questi pensieri.
Come posso aiutarla? Cosa devo fare? Dove posso trovare la forza, che ultimamente per sfinimento mi è venuta a mancare? Come posso smettere di soffrire vedendola così?
Sono sempre stata la sua ancora di salvezza sull'orlo del baratro, le voglio un gran bene e non voglio che cada verso l'abisso, e non voglio nemmeno che mi trascini in questa cadauta con lei.



>Gentile Fenice,
è sicuramente molto difficile e faticoso prendersi cura di chi sta male, spesso sono rapporti che portano anche grandi soddisfazioni e che permettono di approfondire e accogliere i vari aspetti dell’amore. Deve cercare di ridimensionare e dare il giusto peso al senso di responsabilità che prova nei confronti del benessere di sua madre e soprattutto deve smettere di sentirsi in colpa. Non è facile, ma se proverà a lavorare su questi due importantissimi aspetti potrà scoprire un nuovo sguardo e una nuova energia per continuare ad esserle vicina e per fare in modo che non si arrenda al suo dolore. Potrebbe anche provare a fare qualche colloquio psicologico, che può sicuramente aiutarla a far circolare le emozioni, positive e negative, che la legano a sua madre. Buone cose per lei,

Dott. Giovanni Castaldi

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Dott. Giovanni Castaldi

Piazza Oberdan 2, 20129 Milano, (Porta Venezia M1). 
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