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Dopo 13 anni di matrimonio ed un figlio [...] mio marito mi ha chiesto la separazione

--Jess--


Dopo 13 anni di matrimonio ed un figlio arrivato dopo quattro anni di tentativi anche tramite fivet ed icsi mio marito mi ha chiesto la separazione pochi gg fa.dice che vuole la sua indipendenza e non vuole più dormire a casa. Ho scoperto che mi ha tradita lui dice che con questa donna e' finita ma io non ci credo...inoltre mi ha detto che è colpa mia se mi ha tradita...secondo lui io l'ho trascurato ed i ns problemi ci sono da un anno e mezzo a questa parte.
Premetto che il bimbo fa due anni alla fine di maggio.
Mi ha pure detto che il bimbo l'ho voluto più io che lui.
Vuole bene al bimbo ma non lo vedo partecipe come un padre forse più come un amico...
Io sono affranta sconvolta non riesco a capire come possa mollare.
Mi sento spaventata dal carico di responsabilità.
Lui dice che più lo tengo legato e più fugge e più lo lasciò libero e più si avvicina...nn lo capisco...ora che si vuole separare promette di starmi vicino e di essere presente.
Prima che aveva una famiglia scappava..
Il suo babbo si è tolto la vita quando lui aveva 18 anni ed ancora non lo ha superato.
Ha una mamma e sorella che erano inesistenti e che ora lo accolgono e lo sostengono nelle scelte giuste o sbagliate che siano.
Abbiamo privato una terapia di coppia ma dopo una breve mediazione e' starà interrotta perché lui ha chiesto la separazione.
Secondo lei ce la farò a ricordare a mio marito che sono la donna che lui ha sempre amato e con cui ha fatto un figlio? Come posso riuscire a farlo tornare suo suoi passi e verso la famiglia? Devo davvero lasciarlo libero per riaverlo? Come faccio a riconquistarlo? Nonostante tutto io sento di amarlo ancora e di volerci dare una chance...come posso convincerlo? Non dormo e non mangio più sono distrutta dal dolore mi sembra di subire un lutto...in attesa vs risposta
Saluti jess

 

>Gentile Jess,
è molto probabile che il comportamento di suo marito sia direttamente legato al suicidio di suo padre ed in generale allo statuto di padre. Bisognerebbe effettuare un’anamnesi approfondita per identificare eventuali processi associativi che possono essere intervenuti in suo marito riguardo all’essere padre – la responsabilità – il suicidio.
Sono solo ipotesi e suo marito dovrebbe provare a rivolgersi ad un terapeuta per elaborare la condizione conflittuale che probabilmente sta vivendo.
Il nostro Centro è a Milano, ci contatti pure o ci scriva ancora se vuole, cordiali saluti,

Dott. Giovanni Castaldi

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Dott. Giovanni Castaldi

Piazza Oberdan 2, 20129 Milano, (Porta Venezia M1). 
Telefono fisso: (+39) 02 295 314 68
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