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2011/2012 Maria

Elaborati prodotti durante il corso di Metodi e Tecniche dell'Arteterapia, tenutosi presso l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, anno accademico 2011/2012.

Autrice:

Maria

 

"L'ALTRO"

Altro: Persona o cosa diversa.

Da sempre l'uomo è circondato da altri, che possono essere persone o cose, l'uomo vive di rapporti sociali, per quel che mi riguarda non potrebbe farne a meno, ci sono poi casi di uomini solitari che tutto vogliono tranne che mettersi in relazione con altre persone, ma questi casi, penso, siano dovuti a dei disturbi o traumi.

Se mi venisse chiesto che cos'è per te l'altro, razionalmente mi verrebbe da dire che è un essere umano fisicamente simile a me e caratterialmente diverso, mi verrebbe da pensare a una persona con la quale posso divertirmi, dalla quale posso accrescere il mio sapere attraverso i suoi saperi, persone con le quali posso sfogarmi nei momenti più bui, persone che non sopporto per le incompatibilità caratteriali, persone con le quali collaborare, con le quali litigo, discuto, persone che stimo, che non comprendo, persone che odio e che amo, o che mi sono indifferenti, persone che mi fanno paura, che mi rallegrano le giornate o che me le distruggono, ma tutto questo e un rielaborato della mia razionalità, perchè in fondo nella mia vita quotidiana l'altro assume un ruolo nettamente diverso.

Mi capita spesso di rimanere spiazzata dalle reazioni delle persone che mi circondano, e una frase che pronuncio spesso in relazione all'altro è: <Ma perchè avrà reagito così? Io non lo avrei mai fatto> e tutto ciò mi ha portato a pensare, e sono arrivata alla conclusione che nell'altro non faccio altro che proiettare l'immagine di me stessa. Perchè rimango spiazzata per alcuni atteggiamenti delle persone? Perchè mi capita di paragonare le azioni delle persone a quello che avrei fatto io? Perchè inconsciamente mi viene da pensare che qualsiasi cosa accada tutti reagirebbero come me, direbbero le mie stesse cose, perdonerebbero le cose che perdonerei io e che proverebbero tutti le mie stesse sensazioni. Con il tempo ho imparato che non è così, e che ognuno, o comunque una gran parte di persone, ha i suoi buoni motivi per compiere delle azioni, e che io devo imparare a comprendere ed accettare, senza fare paragoni.

Per rappresentare tutto ciò ho deciso di fare delle foto, riprendendo il mio primo piano con i diversi stati d'animo.

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"LA SESSUALITA'"


La sessualità è espressione fondamentale dell'essere umano, è un fenomeno complesso che vede coinvolte influenze psicologiche, biologiche e culturali.
Per quanto riguarda il lavoro della sessualità ho riflettuto molto prima di scegliere il prodotto finito, in un primo momento ho pensato a cosa potesse essere la sessualità per gli esseri umani in genere, e quest'indagine mi ha portato a svariate conclusioni; può essere una grande scoperta positiva per molti di noi, ma può anche essere qualcosa di sconvolgente e tragico per chi vive la sessualità sotto forma di violenza, oppure può non essere un'esperienza né positiva e né negativa per molti altri, ma semplicemente un'esperienza in più.
Nonostante le mie conclusioni, ho pensato a cosa potesse essere per me la sessualità, e ho scelto di rappresentare il mio pensiero, perchè per quanto mi fossi sforzata a rappresentare quello degli altri non lo avrei mai sentito mio.
Per me la sessualità è arrivare all'essenza di una persona, e far si che una persona arrivi alla mia d'essenza, oltre che qualcosa di fisico per quanto mi riguarda la sessualità è qualcosa di psicologico, di mentale, un susseguirsi di emozioni elevate alla massima potenza nel compimento dell'atto, è una grande manifestazione d'amore, è essere se stessi senza aver paura di farsi conoscere realmente dalla persona che amiamo e che ci ama. Parlo d'amore nel lavoro della sessualità perchè a parer mio non esiste il sesso senza amore, o meglio non mi è capitato di incontrarlo durante la mia vita, e non ne sento il bisogno, il sesso è una conseguenza dell'amore.
In questo lavoro ho cercato di rappresentare al meglio il mio pensiero, ho rappresentato il tutto attraverso una scatola (rappresenta la corazza) contenente un fiore (rappresenta l'essenza) che si sta liberando da qualsiasi barriera, rappresentata dal fimo che si scioglie facendo fuoriuscire il fiore. Il tutto accompagnato da una frase:
La sessualità è spogliarlo,
è togliergli di dosso oltre che le vesti la corazza,
è arrivare all'essenza di colui che si ama.

Immagine 727 tn



"LA VIOLENZA"

La violenza: intensità, forza a cui è impossibile e difficile opporsi. E' la definizione che preferisco per definire questo concetto.

Esistono due tipi di violenza; quella fisica e quella psicologica.

Per quanto riguarda la prima mi vien da pensare a sangue, lividi, ossa rotte, tutto ciò che può ledere un individuo fisicamente, per quanto mi riguarda vivo con la convinzione che la libertà di una persona finisce dove inizia quella di un'altra, e che nessuno può invadere la tua libertà, mi vengono in mente le violenza sui bambini, sulle donne, sugli animali e su uomini più deboli di altri, si insomma quando penso alla violenza fisica mi passa davanti agli occhi la violenza su soggetti più fragili, non riesco a tollerare tutto ciò, sarà per la sensibilità che mi accompagna da quando sono nata, tutto questo comunque mi crea spesso grande sofferenza.

E poi c'è la violenza psicologica, ho deciso di lavorare su quella, la violenza psicologica è un qualcosa di meschino, che ti attacca dall'interno, che può distruggerti mentalmente, almeno per quanto mi riguarda è così, ci sono persone che anche a questo tipo di violenza riescono a reagire, a rispondere, a controbattere, nel mio caso non è così, è un fenomeno che mi blocca, che mi lascia spiazzata.
Pensando alla violenza psicologica mi viene spontaneo affiancare ad essa la televisione, penso non ci sia stata violenza peggiore negli ultimi decenni, la tv riesce a plagiare le menti dell'umanità, o almeno quella parte di persone che si lascia trasportare da essa, sono convinta del fatto, che per quanto io mi dissoci da tutto questo, anche il mio io è ormai influenzato dai mass media.
La televisione vuole toglierci la libertà di pensiero, penso non ci sia cosa peggiore.

Il mio lavoro consiste in un disegno dove vi è rappresentato uno schermo di una televisione che sta proiettando due mani che stanno raggomitolando un gomitolo il cui filo è collegato al cervello di un bambino posto davanti alla tv. Il tutto accompagnato da una frase di Jules Renard:

Libero pensatore.

Basterebbe dire pensatore.

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