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Sono sposata da 4 anni con un uomo che io sapevo con precedenti problemi psichici

--Santangela--

Buongiorno,vorrei condividere un problema di famiglia. sono sposata da 4 anni con un uomo che io sapevo con precedenti problemi psichici e vari ricoveri in manicomi anche con TSO.ha anche avuto problemi di giustizia per reati gravi (minacce, percosse,furto,utilizzo carte rubate ecc...).ero consapevole e ho voluto rischiare questo amore.diciamo volevo fare la crocerossina!tutto inizia dalla sua mascita.nasce senza madre perche muore dopo il parto.viene cresciuto dalla nonna e zia. torna in famiglia sua circa a 4 anni,nel frattempo padre si risposa.ha una sorella maggiore, e due sorellastre.non ci sono buoni rapporti in famiglia con nessun componente e trascorre spesso il suo tempo da parenti. a 17 anni si fa reclutare nell'esercito per allontanarsi dalla casa.ma viene ferito durante una missione per cui viene considerato invalido.nel frattempo viene ricoverato varie volte per sbalzi d'umore, bipolarismo,disturbi maniacali,sovraagitazione e dentro i centri rifiuta le terapie il piu delle volte.in 3 anni circa gira 5 centri di salute mentale.all'epoca ha circa 23 anni.ora ha 35 anni e abbiamo un bambino piccolo.litighiamo per motivi futili ma questa volta ha avuto una sclerazione molto esagerata.voleva bruciare la mia attivita dove lavoro,mi ha danneggiato il negozio,e ci siamo picchiati in strada.ha visto che ho reagito e è fuggito.ma mi ha fatto minacce al telefono anche ai miei familiari.il figlio non era presente. mi ha voluto far pagare un gesto(buttare soldi chiesti a terra).vorrei separarmi da quest'uomo ma minaccia che sarà la mia morte e la sua.mi dice che sono cambiata da quando ci siamo sposati e che non mi sopporta piu.non gliene frega niente di urlare in mezzo alla strada e ogni volta che non gli va cio' che gli si dice, minaccia di venire di nuovo in negozio per fare danni.vorrei fare una querela per fargli capire che devo essere rispettata,ma penso che non gliene frega niente.dice di fumare marijuana per uccidersi.gli ho detto che ha un problema,maforse li ho sbagliato.per il momento sto fuori di casa.dopo 5 giorni che sono fuori di casa si è interessato del bambino(3 anni).ma non si è mai occupato della famiglia seriamente se non in momenti di benessere.il senso dei soldi,del futuro non ce l'ha.ad amici parenti al telefono non risponde.vorrebbe risolvere in famiglia ma non fa il primo passo.è un uomo orgogloiso prepotente e con scatti di ira forti,o eterni silenzi.fuma 40 sigarette al giorno.piu marijuana.vorrei essere felice ,gli voglio ancora bene ma è ovvio che è molto difficile non conoscendo la scienza della psicologia.ho sofferto varie volte anche in pubblico perche alza la voce con prepotenza.dovevo fare finta di non conoscerlo. nemmeno con la nascita del bambino è cambiato.forse è solo colpa mia che l'ho viziato,ogni volta non gli credo:e allora non mi dice piu niente.secondo me vuole fare il pazzo per avere la libertà ma non riesce a dirmi di lasciarmi.ora che non sono a casa,preferisce dormire fuori da amici credo.dice che sono stata io ad andarmene e non si sforza perche io rientri.le faccende di casa zero, non è capace di lavare piatti e vestiti.(pigrizia). con gli altri invece è sempre splendido,educato,gentile.per lui la famiglia va bene,ma piu di questo non dice.come ci si deve comprtare con una persona cosi?

 

>Cara Sig.ra Santangela,

la sua domanda è lunga e complessa per i temi che affronta, la mia risposta sarà breve ma spero utile e funzionale per lei. Si è sposata con una persona che ha dei seri problemi mentali dovuti a una serie di fattori biologici e ambientali che riguardano la famiglia di origine, la perdita della madre, l'essere sballottato da una parte e dall'altra nell'infanzia. Suo marito non ha avuto un'infanzia fortunata. E' stato anche ferito in una missione militare ed è stato diverse volte ricoverato nei reparti psichiatrici. Tutto ciò è piuttosto serio ma diventa grave se suo marito non si cura. Dovrebbe curarsi per buona parte della sua vita futura, soltanto in questo caso voi potreste avere una possibile serenità familiare. Signora le cose da fare per lei sono due.

A) Se rimane con suo marito deve cercare di convincerlo a farsi curare, la sua cura deve essere la condizione del perché lei rimane insieme a lui e suo marito deve essere consapevole di ciò. Se lui non si cura lei lo lascia. Il vostro nucleo familiare deve essere monitorato da una terza persona che può essere un terapeuta o una struttura, penso a un consultorio familiare, che funziona come interlocutore della vostra coppia.

B) Se ha deciso di separarsi deve farlo con molta cautela avvalendosi ovviamente di un avvocato ma anche di qualche struttura sociale che l' accompagni in tutto l'arco della procedura legale perché più persone autorevoli lei ha intorno e più è facile non avere incidenti di percorso. Suo marito deve percepire e constatare che lei non è sola in questa sua volontà di separazione ma è attorniata da un vasto gruppo di persone e istituzioni.

Cerchi di essere molto ferma nelle sue decisioni e sia sempre molto calma con lui ma se la investe verbalmente o come è successo fisicamente chiami la polizia senza tergiversare. Suo marito deve temerla, deve avere un po' di paura di lei, sia di essere denunciato che lasciato. Se vuole mi tenga informato degli andamenti futuri. Buone cose per lei.

Dott. Giovanni Castaldi

>

grazie per la sua pronta risposta. nel frattempo sono passati 3 settimane che sono fuori casa con mio figlio. io temo anche per la sua incolumità. dato che gli avevo gia suggerito di farsi curare e rifiuta, ho scelto di separarmi. c'è in mezzo un figlio e la sua educazione. la presenza di un padre è importante, ma dato che non se ne fregava piu di tanto quando stavo ancora a casa, ora è arrivato l'ora del cambiamento. mi rendo conto di non poter gestire la situazione da sola. comunque è tutto partito per i soldi. mi ha bruciato 12000 euro in 20 giorni. qui c'e anche di mezzo la dipendenza dei slot. ne sono sicura perche è l'unico modo per bruciare tutti quei soldi.oppure sostanze stupefacenti.mi ha chiamato e pretendeva altri soldi(migliaia), se no avrebbe fatto altri danni.. non si è minimamente interessato a come sta il figlio.non essendo in negozio, non si è azzardato, la notte è successo niente.(probabilmente era piu forte l'istinto del gioco)continuava a chiamare ma dato che parla in modo unilaterale,mi sono scocciata e non ho piu risposto ne alle chiamate ne agli sms. poi un giorno di silenzio. poi oggi mi ha chiamato 60 volte, ma non ho risposto a nessuna delle chiamate. e in piu 2 sms e non ho risposto. negli sms diceva che mi aspettava davanti al negozio.(era vero) ma non era il mio turno. ha cercato in negozio di mia sorella ma non c'ero.... scena muta. basta questo si chiama anche stalking. una persona con gravi disturbi in grado di fare stalking minacce appostazioni sul luogo di lavoro...... con precedenti disturbi psichici. non posso gestire la situazione da sola tornando in casa. l'alternativa è come che dice lei: concretizzare la mia volonta con la separazione e la querela. penserà pure che faccio la str... dentro di lui ma gli darò una svegliata!

 

>Cara Signora Santangela sono contento nel sentirla determinata a dare una svolta seria alla relazione con suo marito. Voglio però ricordarle come già avevo accennato nella mia precedente risposta alla sua richiesta di consulenza che lei deve attuare il piano di separazione dal suo compagno avvalendosi di istituzioni (consultori) e professionisti adeguati (avvocati) che devono accompagnarla in tutto l'intero percorso. Non può essere da sola in questa vicenda, la prego di tenere conto di tale consiglio e indicazione. Mi faccia sapere. Cordiali saluti e buone cose per lei.

Dott. Giovanni Castaldi

>

grazie ancora per avermi risposto. per il momento l'avvocato ha richiesto al giudice d emanare un atto di "protezione forte contro gli abusi in famiglia". al consultorio ci andro'. ho da poco avviato le pratiche. è stato una scelta "obbligata" nonostante so che lui ha bisogno di molto affetto e terapia. penso comunque che lui sia molto consapevole ma non vuole ammettere che sta andando tutto male. vedremo come risponderà a tutto cio'. andarmene è stato un po' come arrendermi. e dentro mi fa ancora male se ci penso, quando vedo altre coppie sorridersi e camminare felicemente mano nella mano...... sarà molto dura per me superare questo trauma. saluti

Contatti

Dott. Giovanni Castaldi

Piazza Oberdan 2, 20129 Milano, (Porta Venezia M1). 
Telefono fisso: (+39) 02 295 314 68
Reperibilità cellulare: (+39) 348 58 49 549

info@psicologomilano.help

 

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